De Luca minaccia nuove chiusure, la replica dell’Associazione Commercianti Torresi

Archiviate le elezioni regionali, Vincenzo De Luca torna a fare la voce grossa in tema Coronavirus. Forte dell’ampio consenso popolare ricevuto, adotta l’obbligo di indossare le mascherine all’ aperto a qualsiasi ora del giorno sull’intero territorio regionale e minaccia nuove restrizioni nella consueta diretta facebook del venerdì. Anche la Sicilia del governatore Musumeci da mercoledì seguirà la Campania sull’utilizzo delle mascherine imponendo anche il divieto di stazionare per strada.

Il ritorno al passato paventato da De Luca mette a dura prova la pazienza dei commercianti, investiti da una crisi certificata anche dall’Istat che nel mese di luglio ha registrato un netto calo delle vendite al dettaglio. Nuove chiusure potrebbero dilapidare il tentativo di ripresa affannosamente inseguito in queste ultime settimane.

«Senza fare polemiche ma cercando di essere obiettivi e collaborativi in un momento cosi delicato con la regione e con il Presidente De Luca. Bisogna capire che le attività non vanno chiuse ma aiutate con maggiori controlli», l’invito del presidente dell’Associazione Commercianti Torresi di Torre del Greco, Gianmarco Del Prato.
Sui controlli prosegue: «Servono appunto controlli per il rispetto delle nuove ordinanze e dei protocolli anticovid imposti con serietà; progettualità per aiutare le aziende ad affrontare un periodo difficile come quello che verrà da qui alla prossima primavera (per non dire fino al vaccino); un piano sanitario anticrisi che comprenda ospedali anticovid in funzione(come quello innaugurato nel periodo di lockdown ma anche la messa in funzione di ospedali dismessi o in parte come il Maresca), presidi medici territoriali».
L’associazione di categoria chiede soluzioni per fronteggiare la seconda ondata di contagi e scongiurare una nuova crisi economica che potrebbe diventare letale per molti operatori del settore: «Chiediamo, quindi, soluzioni percheé chiudere tutto è la cosa più semplice ma non di certo la migliore, le attività non sopravvivranno ad un secondo lockdown; chiudere tutto solo quando esplode la crisi come estrema ratio. Insomma collaborazione e progettualità, non minacce!». A ribadire il concetto nelle ultime ore è anche Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli che in una intervista al Corriere del Mezzogiorno esprime serie preoccupazioni sulle parole del governatore della Campania.
De Luca nei giorni scorsi ha scritto anche una lettera al Governo chiedendo un controllo serrato nel rispetto delle ordinanze per arginare l’impennata di contagi avvenuta nelle ultime settimane. L’ex sindaco di Salerno sa bene che ordinare nuove serrate gli costerebbe il malcontento della categoria ma anche un duro scontro con l’esecutivo che non sembra al momento intenzionato a percorrere la via della stretta forzata per interrompere la corsa al tampone.
Del resto è legittimo auspicare a soluzioni in tema di servizio sanitario che in Campania risulta carente. Insufficiente numero di posti letto, lo stesso valga per le terapie intensive e personale fortemente precario per reggere una possibile nuova onda d’urto dell’epidemia.

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