Coronavirus, nuovo piano per le chiusure in Italia: prima cinema e parrucchieri, poi bar e ristoranti

Sarebbe al vaglio del Governo un nuovo piano per le chiusure in Italia. Entrerebbe in vigore se la situazione Coronavirus dovesse peggiorare ulteriormente. A renderlo noto è Il Mattino.

Innanzitutto l’obbligo di mascherina, dopo Campania, Lazio e alcune città, potrebbe essere esteso a tutta la nazione. Intanto, lo stato d’emergenza potrebbe essere prorogato fino a gennaio 2021. Su ciò, il premier Conte rassicura i cittadini dicendo che non si tratterebbe di una misura autoritaria né di un nuovo lockdown. Lo stato d’allerta, infatti,  consentirebbe di mantenere in piedi la macchina della Protezione Civile, i poteri del commissariato straordinario Arcuri e dei soggetti attuatori, dei presidenti delle Regioni.

Per fronteggiare la seconda ondata di contagi gli interventi-discussi da Conte, Speranza e il Comitato Tecnico Scientifico-si muovono intorno a due pilastri fondamentali: massima precauzione e misure proporzionate alla curva di contagi. Già è stata più volte esclusa la possibilità di rivivere un nuovo lockdown, così come quella di richiudere le scuole.

Piuttosto, si interverrebbe sulle singole realtà, definendo le cosiddette “zone rosse” che potrebbero essere anche singoli quartieri. L’isolamento forzato sarà applicato solo se strettamente necessario e comunque non colpirebbe l’intera popolazione.

In presenza di un grave peggioramento si agirebbe innanzitutto sugli assembramenti: poche persone insieme, anche durante feste e cerimonie. Oltre alla chiusura anticipata di bar e ristoranti. Provvedimenti simili a quelli che il Governatore De Luca ha già adottato per la Campania, nonostante l’intervento di revisione annunciato ieri.

Se nonostante ciò la curva dei contagi dovesse continuare a salire sarebbe inevitabile procedere con le prime chiusure. Queste riguarderanno in primis cinema, teatri e palestre per poi passare a centri estetici e parrucchieri seguiti da bar e ristoranti. In ultimo i negozi mentre, sul fronte del lavoro, potrebbe proseguire lo smart working.

Il nuovo piano per le chiusure in Italia, dunque, non produrrebbe un nuovo lockdown ma chiusure localizzate laddove fosse necessario.

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