Ricerca, la mascherina provoca disagio termico e difficoltà respiratorie: possibili cali di concentrazione

Uno studio sull’uso della mascherina ha rivelato l’assenza di danni, arrecati da quest’ultima, a carico delle facoltà cognitive. Tuttavia, non è esclusa la possibilità che il dispositivo possa incidere negativamente sulla respirazione in condizioni di esercizio fisico moderato. L’analisi è consultabile sul sito dell’Università di Copenaghen alla sezione “Dipartimento di nutrizione, esercizio e sport”.

I ricercatori, in collaborazione con il consorzio europeo di ricerca Heat-Shield, hanno constatato gli effetti provocati dall’uso prolungato della mascherina. Essi hanno escluso qualsiasi forma di danno, provocato unicamente da tale dispositivo, ai livelli di concentrazione. 

Al contrario, la mascherina potrebbe produrre effetti negativi quali stress da calore e disagio termico, o aumentare il livello di dispnea percepita (respirazione difficoltosa). Sono tali condizioni che andrebbero poi a compromettere le funzioni cognitive, incidendo negativamente sulla concentrazione degli individui.

Durante l’esperimento, pubblicato su Temperature, è stato osservato che l’uso prolungato della mascherina, in un ambiente caldo e svolgendo un lavoro fisico moderato, può arrecare difficoltà alla respirazione aumentando, di conseguenza, lo stress da calore e la dispnea. Tuttavia, ciò non ha impedito ai partecipanti di risolvere i compiti cognitivi motori che gli erano stati assegnati.

Dunque, tirando le somme, l’unico effetto negativo provocato dalla mascherina è legato alla respirazione ma non alle facoltà cognitive. Sarebbe la sensazione di limitazione nel respiro a provocare cali di concentrazione.

Lo studio sull’uso della mascherina e gli effetti a livello cognitivo dimostra, dunque, la presenza di un disagio che potrebbe ostacolare le normali attività della vita quotidiana. Ancor di più ora che l’obbligo è stato esteso in tutta Italia.

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