“Libero”, Facci: “La Campania dovevano farla rossa, viola funerario. I napoletani se ne fot***o delle regole”

Filippo Facci, giornalista di “Libero”, proseguendo la linea anti-meridionalista del noto quotidiano, è intervenuto sulla questione del mancato lockdown in Campania con un apposito articolo.

Dal pezzo si legge: “La Campania dovevano farla rossa scarlatta, fin da subito, o viola funerario. L’avevano già capito tutti da un pezzo, anche il sindaco De Magistris (più che altro per inimicizia con De Luca), e però no, guai. Mica si può trattare la Campania come se fosse una regione normale, mica puoi trattare i suoi cittadini come se fossero cittadini normali con un senso civico normale.”

“Bisognava aspettare un po’, fare una riunione a parte, mandare i tecnici del Ministero per controllare e accorgersi del segreto di Pulcinella (cioè che i dati erano farlocchi, nella miglior tradizione contraffattoria partenopea).”

Come se la colpa di questa continua incertezza che anima la regione sia dei cittadini, semplicemente vittime di questo sistema e non carnefici. Un attacco insensato ancora una volta sferrato da autori a cui, probabilmente, non va giù la collocazione delle principali regioni settentrionali in “zona rossa”. Come se fosse una gara a chi detiene “il colore” migliore, tralasciando il fatto che è l’intera nazione a vivere un periodo drammatico.

Ancora, continua: “I napoletani , di mascherine ed assembramenti, se ne sono sempre bellamente fot***i. Bastava passare a Napoli nell’estate e nel primo autunno per percepire il solito mondo a parte. Ragazzi in tre in motorino e tu figurati a dirgli di mettere la mascherina.”

“Le regole anti-assembramento in Italia ci sono da marzo. Ora, per esempio, le hanno scoperte anche a Giugliano. Poi ci sono i sindaci dell’orrido casertano, zona dove le mascherine servirebbero da decenni per la puzza dei mucchi di spazzatura che ti fa deragliare per strada. La possibilità che nel casertano la cittadinanza comprenda e rispetti le regole, senza il monito di gente armata, non viene contemplata.”

Probabilmente, Filippo Facci gode di scarsa memoria: avrà dimenticato le immagini della folla sui Navigli in piena pandemia, gli assembramenti dei giornalisti sotto casa di Silvia Romano, il tentativo di aggirare i controlli al rientro dalle vacanze. Per non parlare di proteste: almeno da noi nessuno ha pensato di approfittare del caos per sfondare vetrine e rubarne la merce.

Parla di regole che, in realtà, sono state infrante, suscitando scalpore, proprio al Nord, mentre nel frattempo faceva il giro del mondo la lodevole iniziativa napoletana del “panaro solidale”.

Ignora anche il fatto che la Lombardia continua ad essere tra le regioni più colpite dal contagio ma noi di questo non ce ne rallegriamo e, di certo, non accusiamo i settentrionali di “fot***sene” delle regole. E mentre Filippo Facci, e la redazione di Libero, continuano ad additare la Campania, noi, con o senza lockdown, continueremo a sperare che tutto si risolva alla meglio per tutti.

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