Coronavirus, a Napoli mancano le bombole di ossigeno. Cresce il pericolo del mercato nero

Foto fb di Michele Oliva

NAPOLIEmergenza bombole di ossigeno nel napoletano. A denunciare la situazione è Federfarma Napoli, l’Associazione dei titolari di Farmacia della città metropolitana partenopea. «I farmacisti napoletani – dichiara Riccardo Maria Iorio, Presidente di Federfarma – sono allo stremo professionalmente e, soprattutto, umanamente. Non riuscire ad esaudire le richieste di ossigeno è una mortificazione umana, prim’ancora che professionale».

«Abbiamo incessantemente richieste di ossigeno nelle farmacie, persone comprensibilmente disperate ed impaurite alle quali, purtroppo, dobbiamo rispondere quasi sempre negativamente. A poco è valso l’appello di riconsegnare le bombole in farmacia: oramai la domanda è di gran lunga superiore all’offerta. Molti farmacisti sono andati personalmente a casa delle persone pur di recuperare bombole, ma le ditte distributrici di ossigeno, che pure stanno svolgendo un lavoro senza sosta praticamente h24, hanno difficoltà anche a ritirare nelle farmacie quei contenitori che con tanta fatica siamo riusciti a recuperare».

Le condizioni di approvvigionamento di ossigeno sono drammaticamente mutate rispetto al periodo pre-covid. «In tempi normali – dichiara Iorio – ogni farmacia detiene mediamente 7/8 bombole d’ossigeno, stimiamo che le oltre 800 farmacie tra Napoli e provincia abbiano distribuito oltre 5mila bombole d’ossigeno gassoso. Sta capitando anche di non riuscire a fornire l’ossigeno per altre patologie: proprio ieri abbiamo registrato, tra tante, la disperata richiesta di un cittadino che ha telefonato in Federfarma perché non riusciva a reperire una bombola d’ossigeno per la moglie affetta da tumore polmonare. Anche la possibilità di prescrivere ossigeno liquido da parte dei medici di base si sta rivelando un intervento tardivo ed insufficiente perché anche il numero dei contenitori di ossigeno liquido è, ad oggi, ancora limitato. Basti pensare che solo nel territorio dell’ASL Napoli 1 a ieri c’erano ancora decine di richieste da evadere, mentre nella Napoli 3, le ditte ci indicano tempi di consegna anche di una settimana».

«Purtroppo – continua Iorio – quanto accaduto a marzo in Nord Italia sta accadendo adesso qui da noi. A mio avviso è mancata la programmazione di un fenomeno ampiamente prevedibile da parte del Governo centrale, invece stiamo vivendo la stessa identica situazione delle introvabili mascherine di qualche mese fa, con i farmacisti inermi di fronte ad una situazione oramai drammatica».

In tali condizioni il rischio della vendita illegale delle bombole di ossigeno è alto. A dichiararne la possibilità è lo stesso Iorio: «In questo scenario ci arrivano segnalazioni di improbabili vendite di bombole di ossigeno e, addirittura, di “ricariche” attraverso canali paralleli. Del fenomeno ho già fatto denuncia ai Carabinieri».

A proposito di segnalazioni, su alcune pagine Facebook sono state condivise delle immagini di due bombole di ossigeno abbandonate in via Salvator Rosa nei pressi di un bidone della spazzatura. Nel Gruppo ‘Quelli di Salvator Rosa e dintorni… dal 2009’, ad esempio, alcuni utenti come Michele Oliva ricordano: «Non buttate le bombole nella spazzatura, consegnatele. Potreste salvare una vita umana».

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