Covid, 17 novembre 2019 il primo caso in Cina: a un anno dalla pandemia che ci ha stravolto la vita

Coronavirus quarantenaIl primo caso di Covid-19 accertato in Cina risale al 17 novembre 2019, esattamente un anno fa. La conferma arriva dal South China Morning Post, sulla base dei dati messi a disposizione delle autorità sanitarie cinesi. Sono passati, dunque, ben dodici mesi dall’inizio della pandemia che ha sconvolto il mondo.

Secondo la ricostruzione cinese, il paziente zero è un 55enne di Hubei, in provincia di Wuhan, la città da cui tutto è partito. Avrebbe contratto l’infezione due settimane prima del 1 dicembre, data di apparizione dei primi sintomi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato l’8 dicembre l’inizio di quella che sarebbe poi stata definita una “pandemia”.

Fino a quel momento in Italia non c’era stato nessun campanello d’allarme. La situazione ha iniziato a destare preoccupazione soltanto verso gennaio, con l’accertamento dei primi casi in Europa. Cosa che ha spinto l’Oms, il 30 gennaio, a dichiarare lo stato d’emergenza sanitaria globale. Nella stessa giornata sono stati notificati i primi due casi in Italia: due turisti cinesi ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma.

Il giorno successivo il Cdm ha decretato lo stato d’emergenza. Ma è il 9 marzo la data che più di tutte ha stravolto le nostre abitudini di vita: proprio quella giornata, infatti, il Premier Conte annunciava il lockdown.

Oltre due mesi trascorsi in casa, tra timori ed apprensione, ma non è mai mancata la speranza di vedere la luce in fondo al tunnel. Quella che è arrivata il 18 maggio con un parziale ritorno alla normalità. La curva epidemiologica man mano ha iniziato a rallentare, così come i decessi, rendendo possibile una graduale riapertura.

Passate le vacanze estive, il tutto è nuovamente precipitato. Oggi, a un anno dal primo caso di Covid-19  accertato in Cina, molte regioni italiane sono nuovamente in lockdown, seppur in forma ‘light’. I contagi giornalieri hanno raggiunto nuovamente cifre preoccupanti, si contano oltre 500 morti al giorno ed inizia a barcollare la tenuta fisica, psicologica ed economica degli italiani.

Buone notizie, tuttavia, arrivano sul fronte dei vaccini, dai risultati ottimistici così come dalla comprovata efficacia di alcuni anticorpi. La differenza, rispetto a marzo, è che abbiamo a che fare con un virus ormai non più tanto sconosciuto. Probabilmente dovremmo conviverci almeno un altro anno ma, come preannunciato dal ministro Speranza, la curva potrebbe essere vicina ad un punto di stabilizzazione.

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