Carenza di medici e infermieri: in Piemonte al bando rispondono in 3 mila, in Campania solo 156

medici bando campaniaIn Campania continua la carenza di medici e infermieri nonostante il bando. Per questo il governatore Vincenzo De Luca ha chiesto più volte alla Protezione Civile l’invio di personale sanitario utile a fronteggiare l’emergenza covid. Le attrezzature infatti ci sono ma il numero di pazienti è troppo alto per i sanitari a disposizione delle strutture ospedaliere costretti a turni di oltre 12 ore.

Le figure che più scarseggiano sono quelle degli anestesisti. Come fatto sapere da De Luca, a fine novembre il bando per l’assunzione di medici e anestesisti in Campania lanciato dalla Protezione Civile non ha avuto gli effetti sperati. Sulle 156 domande pervenute si sono registrate ben 97 rinunce e 27 assunzioni, di cui solo 3 anestesisti. 25 le persone in attesa di riscontro mentre 7 sono state escluse perché non in possesso dei requisiti richiesti. Poche domande sono arrivate anche agli altri bandi, diffusi dalla Croce Rossa di Napoli e dall’Asl Napoli 3 Sud. Un appello inascoltato quello di De Luca per far fronte alle richieste negli ospedali:

“Da mesi la Campania ha richiesto l’invio di medici (600), in particolare anestesisti, e infermieri (800). Di seguito si trasmettono i dati riassuntivi degli esiti del bando per 450 medici conclusosi la scorsa settimana”.

Diverso è stato l’esito del bando diffuso dalla Regione Piemonte per la ricerca di medici e infermieri. Come fatto sapere dal sindacato degli infermieri italiani (Nursing Up), sono 3 mila le domande arrivate entro il 5 dicembre per le aziende sanitarie locali. Il motivo è semplice: il contratto non è di soli tre mesi ma di tre anni, anche se non a tempo indeterminato. Come dichiarato dal presidente del sindacato, De Palma:

“Gli infermieri sul mercato del lavoro sono sì pochi ma ci sono, e normalmente scelgono di operare in strutture private disposte a stipulare contratti a tempo indeterminato e a retribuirli per la professionalità che esprimono. E poi, purtroppo, ci sono quei colleghi che vanno via dall’Italia, verso i paesi disposti a pagarli con stipendi che da noi sono pura utopia. Insomma, l’inserimento degli infermieri nella bisognosa realtà della sanità pubblica va incentivato in due modi prioritari: offrendo loro contratti che siano contemporaneamente, vantaggiosi sotto il profilo economico ed a tempo indeterminato per quanto attiene alla durata, tutti elementi chiave per valorizzare al meglio gli sforzi del loro percorso di studi e per sostenere a pieno la “delicata professione ” che si preparano a svolgere”.

Il Trattamento economico previsto invece nel bando della Protezione Civile per la Regione Campania era il seguente:

Il compenso orario della prestazione è pari a 45,00 Euro lordi, omnicomprensivi di tutti gli oneri fiscali, assicurativi, previdenziali e di ogni altro onere eventualmente previsto a carico dell’ente presso cui i medici prestano la propria attività. Ai medici residenti fuori regione è riconosciuto un rimborso forfettario omnicomprensivo, pari ad euro 1.000,00 su base mensile, per il vitto, l’alloggio e il viaggio presso i comuni della Regione Campania. La prestazione non può eccedere le 42 ore settimanali”.

 

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