Arrestato un colono israeliano di 16 anni: massacrò il cane di una famiglia palestinese

Colono israeliano di 16 anni massacra il cane di un palestinese


Un sedicenne proveniente dall’insediamento illegale israeliano di Ma’ale Adumim, in Cisgiordania, Palestina, è stato arrestato dalla polizia israeliana con l’accusa di maltrattamento animale. Il ragazzo era stato ripreso mentre colpiva ripetutamente con un bastone il cane di una famiglia palestinese durante un’incursione nel villaggio di Atara, nei pressi di Ramallah. Quelle immagini, girate circa un mese fa, hanno fatto il giro del mondo suscitando indignazione ben oltre i confini israeliani.

Secondo il comunicato della polizia israeliana, il ragazzo era in fuga dopo il raid a cui aveva partecipato. Le fonti palestinesi hanno reso noto che la cagnolina — un meticcio di nome Lucy — è sopravvissuta alle violenze subite.

Un caso che non è isolato: episodio simile la settimana scorsa

Gli attacchi della frangia più estremista dei coloni negli ultimi anni sono diventati sempre più violenti e si verificano quotidianamente, soprattutto perché supportati dall’IDF e dal governo di Israele che, di fatto, assicura l’impunità dei coloni. Secondo diverse fonti, gli arresti sono rari e i procedimenti giudiziari ancora meno frequenti. Questa volta, però, la diffusione del video ha generato una pressione dell’opinione pubblica difficile da ignorare.

Non si tratta di un caso isolato: come riporta il Times of Israel, un episodio simile si è verificato la settimana scorsa, con un altro giovane colono ripreso mentre colpiva ripetutamente un cane durante un’incursione in un villaggio palestinese nella Cisgiordania meridionale. Due vicende ravvicinate che riaccendono il dibattito sulla violenza dei coloni e sull’effettiva capacità — e volontà — delle autorità israeliane di perseguirla.

Purtroppo, l’opinione pubblica non è riuscita finora a ottenere un risultato apprezzabile per quanto riguarda invece il genocidio in Palestina. Le cifre di almeno 75mila morti solo a partire dal 7 ottobre 2023, tra cui almeno 18mila bambini, contando solo le uccisioni dirette.


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