L’allarme della Fondazione Gimbe: “Al Sud tagliati per la sanità 37 miliardi, costretti a spostarsi al Nord per migliori cure”

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E’ un vero e proprio grido d’allarme a favore del Mezzogiorno quello lanciato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabelotta. Sono infatti pochi i fondi previsti dal governo per le Regioni del Sud per quanto riguarda la sanità. Una bozza del Ricovery Plan parla infatti di circa 9 miliardi da destinare alla sanità (tra telemedicina e ricerca), fondi che devono essere divisi tra le 20 regioni.

Cifre irrisorie secondo Cartabellotta che spiega in un’intervista a ‘Il Messaggero’:

Solo negli ultimi dieci anni abbiamo subito tagli che hanno sottratto 37 miliardi alla sanità pubblica, rendendola non all’altezza. Una situazione che con la pandemia è diventata evidente per tutti. Se sommiamo questo al fatto che l’ultima riforma risale al 1999, si capisce come un piano da 9 miliardi faccia acqua da tutte le parti”.

La situazione si aggrava in quelle Regioni che per anni hanno visto la sanità commissariata, come la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca, ha più volte denunciato il ‘furto di fondi’ destinati alla Regione.

“Voglio fare una precisazione, oggi la Regione Campania è la più efficiente d’Italia nonostante riceva meno soldi di tutte le Regioni per il riparto dei fondi sanitari (pro capite 45 euro in meno rispetto al Veneto, 40 in meno rispetto Lombardia, ecc). E’ depredata di 350 milioni di euro ogni anno, lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi e invece non ha fatto niente, nessuna coalizione”.

Un aspetto condiviso in parte dal presidente della Fondazione Gimbe:

“E’ stata depennata anche la voce ‘contrasto alla migrazione sanitaria’ presente nel vecchio piano. Il 50% di quei 64 miliardi erano dedicati interamente al Sud. Ora non sappiamo come saranno ripartiti i 9 miliardi restanti, ma sappiamo che non avranno sufficienti per una riqualificazione complessiva dei servizi che sono stati indeboliti dai piani di rientro finanziario subiti da tutto il Sud negli anni. La sanità meridionale, oltre a subire il taglio delle risorse tradizionali è stata bloccata nella riorganizzazione dei servizi. Così i cittadini del Sud continueranno a pagare una volontà politica e a doversi spostare al Nord per le cure migliori”.

Fondamentali quindi saranno i 37 miliardi messi in campo dall’Europa con il Mes.

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