Covid, la Campania si avvia a diventare zona gialla: possibile cambio colore nel weekend

Covid – La Campania verso la zona gialla. La maggior parte delle regioni italiane sono in fascia gialla, all’appello mancano solo Toscana, Campania, Valle d’Aosta, Abbruzzo e la provincia autonoma di Bolzano, che sono rimaste in fascia arancione.

Domani 18 dicembre, con il nuovo report settimanale dell’ISS sull’andamento della curva epidemiologica, sono attese anche le ordinanze del Ministro della Salute Speranza che potrebbero far cambiare colore alle suddette regioni, secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore.

Il giornale presuppone un’Italia che diventerà tutta gialla, tranne l’Abbruzzo, dal prossimo weekend, anche se poi arriveranno nuove restrizioni che potrebbero far cambiare nuovamente colore a tutto il Paese. Si dice infatti che nelle festività natalizie le restrizioni diventeranno più rigide per non rischiare di arrivare a Gennaio con troppi casi di covid.

Da quello che trapela, domani ci sarà l’incontro decisivo, l’Italia si avvia a diventare tutta rossa per determinati giorni stabiliti, come i giorni festivi e quelli prefestivi. L’inizio del nuovo anno infatti è un punto di svolta nel Paese, perché secondo i piani prestabiliti ripartirà la macchina dell’economia, riapriranno le scuole e soprattutto prenderà il via la somministrazioni dei vaccini.

La Campania, dunque, si appresta a diventare per qualche giorno zona gialla, cosa che aiuterà molto soprattutto quelle attività, come i ristoranti, che sono stati costretti a chiudere in questi mesi. Secondo dati recenti però, la Campania sarebbe dovuta passare a zona gialla già la scorsa settimana poiché l’andamento della curva prometteva cose positive, di più rispetto ad alcune regioni diventate gialle prima di lei.

Le regioni che avevano incidenza più elevate e sottoposte a misure più restrittive, si stanno comportando meglio rispetto ad altre. Il meccanismo è chiaro. Quando allentiamo le misure i casi vanno su e quando aumentiamo le misure i numeri vanno giù” queste le parole pronunciate dall’epidemiologo e Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza.

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