Giuliano Sangiorgi: “Eduardo il più grande dei grandi. Una tradizione guardare ‘Natale in casa Cupiello'”

Foto Instagram @giulianosangiorgi_official

Tra i quasi 6 milioni di telespettatori che ieri erano incollati allo schermo per guardare “Natale in casa Cupiello” vi era anche Giuliano Sangiorgi, il cantante dei Negramaro. Originario di Nardò, in provincia di Lecce, il cantautore meridionale è un grande ammiratore di Eduardo e della sua opera “natalizia”.

Da sempre, in casa Sangiorgi, è graditissima tradizione guardare, tutti insieme, “Natale in casa Cupiello” ogni volta che il Natale si presenta come “comanda iddio”, così avrebbe ripetuto più volte il famigerato signor Cupiello Lucariello, interpretato dal più grande dei grandi del teatro nostrano, Eduardo De Filippo.

Non c’è frase del copione di questa grande opera che non abbia trovato, nelle nostre giornate di feste natalizie, una corrispondenza perfetta col nostro quotidiano, dal “nu me piace o presepe” all’insistente e irriverente “a zuppa e latte!”, urlato da un letto a cui piaceva trattenerci nel tepore surreale dei risvegli lenti, lentissimi di un inverno in pieno svolgimento.

Mio padre ci ha fatto amare Eduardo e le sue opere e questa è proprio quella che meglio rappresenta lo spirito con cui l’ha fatto: la voglia infinita di condividere tutto in famiglia, come il presepe che lui stesso amava costruire con le sue mani, come le lunghe discussioni intorno al pranzo di Natale, alle cene di capodanno e tutto quello che ruotava intorno”.

Giuliano Sangiorgi racconta inoltre un’interessante aneddoto legato al film “Natale in casa Cupiello”, tratto dal capolavoro di Eduardo. La canzone di Avitabile che fa da teaser al film, “E duorme stella“, ha un’origine ben precisa: è dedicata alla figlia del cantante dei Negramaro.

“Oggi, è la canzone di “Natale in casa Cupiello”, e a me scoppia il cuore saperlo, perché mio padre, da qualche parte, starà sorridendo per questa strana coincidenza, come un bambino, come quel bambino nella mangiatoia che tanto piaceva a “Lucariè” e poco al figlio Nennillo”, commenta Giuliano Sangiorgi.

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