Italia Nostra sui danni del maltempo: “Negli ’80 contestammo l’inadeguatezza del sitema”

La città di Napoli ieri è stata devastata dal maltempo. Sul Lungomare di via Partenope l’acqua ha invaso la carreggiata danneggiando tutto ciò che incontrava sul suo cammino. Una situazione che però poteva essere evitata con i dovuti accorgimenti.

L’organizzazione di tutela ambientale Italia Nostra, tramite la sua pagina facebook ha commentato i fatti accaduti ieri sera  quando la città di Napoli è stata devastata dal maltempo. Le barriere poste lungo il perimetro del Lungomare non erano pronte a sopportare un simile impatto. Italia Nostra non è mai infatti stata d’accordo con le scogliere a ridosso del muro parabolico monumentale in blocchi di piperno costruite negli anno ’80.

Sarebbero state molto più efficaci e invisibili, a detta dell’organizzazione, le scogliere soffolte da porre al largo di via Caracciolo e via Partenope. Questa infatti avrebbe potuto interrompere l’azione dell’acqua neutralizzandola già a largo.

Una vera e propria denuncia pubblica quindi quella di Italia Nostra che non ci pensa due volte a dar la colpa alla città ed ai suoi governanti che si sono succeduti nel tempo.

Queste le parole della pagina facebook Italia Nostra, organizzazione di tutela ambientale: “Quando furono realizzate a inizio degli anni ’80, le scogliere a ridosso del muro parabolico monumentale in blocchi di piperno progettato da Errico Alvino, occultandolo alla vista, Italia Nostra, con il sostegno scientifico di esperti oceanografi e ingegneri navali, contestò sia l’invasività dell’intervento, sia la sua inadeguatezza rispetto alle più efficaci e invisibili scogliere soffolte da porre al largo di via Caracciolo e via Partenope.

A seguito delle contestazioni il provveditorato alle opere pubbliche ritenne di liberare il muro in alcuni tratti, lasciando un interstizio di circa un metro che divenne ovvio ricettacolo di immondizie, invece di adottare il sistema alternativo ben più efficace proposto da Italia Nostra.

La scogliera soffolta, infatti, interrompe l’azione della mareggiata intervenendo sott’acqua e in tal modo attenuando il moto ondoso fino a neutralizzarlo, già al largo, pressoché del tutto. La barriera che invece fu realizzata, oltre che impedire la lettura del muro monumentale deve svolgere la sua azione di difesa opponendosi all’onda oramai al massimo della sua energia e non sempre il risultato è assicurato, come accaduto ieri sera e in tante altre precedenti occasioni.

Anche i cosiddetti “baffi” realizzati in occasione delle regate veliche del 2012, a fine gara, dovevano essere ridotti in altezza rendendoli soffolti e trasferendo al lato i massi emergenti, allungando così l’opera provvisoriamente realizzata e rendendola coerente con quel piu’ tecnicamente efficace e paesaggisticamente più adeguato disegno. Peraltro conforme al piano paesaggistico e al prg vigenti che avevano tradotto quella esigenza in disposizione normativa. Poi disattesa per via dell’inerzia delle cosiddette “istituzioni preposte”.

Quel programma, mai realizzato, era contenuto nella delibera approvata prima delle gare dalla giunta dietro proposta di Luigi De Falco, in perfetta sinergia con il Soprintendente Stefano Gizzi che nel parere favorevole espresso impose analoghe prescrizioni, anch’esse disattese. Oggi ci ritroviamo con questo disastro: il problema di questa città è la mancanza di memoria.”

Quando furono realizzate a inizio degli anni ’80, le scogliere a ridosso del muro parabolico monumentale in blocchi di…

Pubblicato da Italia Nostra – Napoli su Martedì 29 dicembre 2020

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