Scorie radioattive in Italia, individuate 67 zone per depositarle: ci sono anche località turistiche del Sud

scorie radioattive sud
Immagine repertorio

Dopo l’incidente del 1986 nella centrale nucleare di Černobyl, l’Italia decise di porre un freno al nucleare. Grazie ai tre referendum del’87 e alle successive chiusure degli stabilimenti ancora attivi, dagli anni ’90 il nostro Paese non contò più nessuna centrale.

Ora, nel 2021, si è deciso di proporre delle zone dove realizzare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (un’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia). Come si legge sul sito, elaborata da Sogin, la proposta di CNAPI è stata validata da ISIN (ex ISPRA), e successivamente dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente. La sua pubblicazione, autorizzata con nulla osta ministeriale del 30/12/2020, insieme a quella del Progetto preliminare del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, apre la fase di consultazione pubblica. 67 le aree individuate in base a 25 criteri che tendono ad escludere le zone sismiche e quelle che non possono essere isolate dalle abitazioni (motivo per cui la Campania non figura tra le Regioni prescelte). Dopo questa fase di consultazione pubblica con il relativo consenso dei siti individuati (ma c’è già il primo no della Basilicata), si provvederà alla costruzione del Deposito.

AREE INDIVIDUATE PER DEPOSITO SCORIE RADIOATTIVE: DA NORD A SUD

Il Piemonte conta 8 aree situate tra le province di Torino e Alessandria (Comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo e così via).

Tra la Toscana e il Lazio si trovano ben 24 aree tra Siena, Grosseto e Viterbo (che comprendono i Comuni di Pienza, Campagnatico, Ischia e Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano).

Anche il Sud conta diverse aree, soprattutto località turistiche che vanno dalla Basilicata alla Puglia (17 in totale) e situate tra Potenza, Matera, Bari, Taranto (Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Laterza, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso).

La Sardegna conta invece 14 aeree in provincia di Oristano (Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant’Antonio) e Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Ortacesus, Guasila, Segariu, Villamar, Gergei.

La Sicilia 4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta (Comuni di Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana, Petralia, Butera).

Come reso noto dal ‘Corriere della Sera’, il sito scelto per il deposito di scorie radioattive dovrà contenere 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media intensità e 17 mila ad alta attività (per un massimo di 50 anni) e sarà o al Sud o al Nord. A essere individuate sono state infatti anche località turistiche del Mezzogiorno che già si sono dette contrarie a tale costruzione.

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