Nasce “Maradona Experience”: stadio aperto giorno e notte

Il Comune di Napoli sta lavorando ad un nuovo progetto sociale, “Maradona Experience“, in memoria del calciatore Diego Armando Maradona. L’obiettivo principale è quello di rendere Napoli “la città di Maradona” nel mondo. Infatti, il progetto si articola intorno allo stadio “Maradona” e al campo Paradiso, per poterne fare un monumento. Coloro che si stanno occupando di tale programma sono un team di giovani manager e professionisti, che affiancano l’assessore comunale Alessandra Clemente.

A riportare i dettagli del progetto è l’odierna edizione del Corriere del Mezzogiorno. Si tratterà di una serie di attività che prevedranno percorsi turistici tra i luoghi significativi dei 7 anni del calciatore a Napoli, principalmente “nei quartieri di Soccavo, Fuorigrotta e i Quartieri Spagnoli“. Inoltre, sarebbe possibile anche l’installazione di una statua di Maradona all’interno dello stadio, con “percorsi per bambini, visita al museo, agli spalti, agli spogliatoi ed al campo“.

Altra iniziativa è quella di rendere lo stadio uno “stadio che non dorme mai“. Infatti, sarà possibile visitare lo stadio giorno e notte, per “intercettare la passione calcistica per il Napoli, per Maradona e per la città“. Infatti, è indispensabile anche che ci sia un monumento per Diego ed “un museo permanente di cimeli”, oltre ad un “archivio fotografico” con “i ricordi dei tifosi“. La gestione di tutto ciò dovrebbe essere affidata “a mezzo gara ad una cooperativa giovanile“.

Cosa ne pensa il comune?

Infine, il Comune ritiene questa “Maradona Experience” un’ottima occasione per poter creare delle “opportunità di lavoro” per i giovani e per fare in modo che la perdita di Diego venga “tramutata in sviluppo, felicità e passione“. Inoltre, le statistiche parlano di circa 16 milioni di tifosi napoletani nel mondo. Il costo medio della visita sarebbe di circa 10 euro, per poter avere un fatturato annuo di 1,6 milioni di euro. Anche se lo stadio sarebbe sempre aperto e gratuito “per i bambini poveri“.

Potrebbe anche interessarti

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più