400 trapianti in meno nel 2020 a causa del Coronavirus, calano anche i donatori: l’Italia torna indietro al 2016

Trapianto di fegato

Una frenata brusca ma contenuta, un ritorno dell’Italia al 2016 per il numero di donazioni e quasi 400 trapianti in meno rispetto al 2019: è questo il bilancio finale fotografato dal report 2020 del Centro nazionale trapianti, che mette nero su bianco le cifre dell’attività di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule nell’anno della pandemia. I dati complessivi dimostrano una sostanziale tenuta della rete trapiantologica davanti all’onda d’urto dell’emergenza sanitaria.

A pesare è stata la saturazione delle terapie intensive, che da sempre sono state il luogo in cui avvengono le donazioni di organi e tessuti necessari ai trapianti, ma le terapie intensive sono state nel 2020, e lo sono tutt’ora, la trincea della lotta al Covid e questo ha penalizzato non poco le donazioni.

Nel 2020, secondo i dati riportati nel report, le segnalazioni di potenziali donatori in rianimazione sono calate dell’11,5% rispetto al 2019 e questo ha portato a una diminuzione del 10,4% dei prelievi di organo da donatori deceduti (1.236 contro i 1.379 dell’anno precedente). A questo dato si aggiunge una diminuzione più consistente delle donazioni da vivente (294, -19.2%): trattandosi di un’attività chirurgica programmabile, questa tipologia di trapianto ha scontato un rallentamento maggiore.

Il risultato finale è un tasso di 20,5 donatori per milione di abitanti, che riporta l’Italia indietro di cinque anni: era dal 2016 che questo indicatore era stabilmente sopra quota 21 (l’anno scorso 22,8). La Toscana si conferma la regione con il più alto tasso di donazione (42,6 donatori per milione di abitanti), ma è anche tra quelle che hanno subito il maggiore rallentamento, mentre va segnalata, in controtendenza, la crescita di due regioni: il Piemonte, passato da 30,4 a 32,8 donatori per milione, e la Sicilia che, pur con un tasso molto basso (9,2), è l’unica realtà meridionale ad aver migliorato la propria situazione nel 2020.

Nell’anno appena concluso, a scendere è stato anche il tasso di opposizione al prelievo rilevato nelle rianimazioni, passato dal 31,1% del 2019 al 30,2% del 2020. Il risultato migliore è ancora una volta quello dell’Emilia Romagna, dove l’opposizione è solo al 22,5%, mentre, pur rimanendo critica la situazione in tutte le regioni del Sud, sono notevoli i passi avanti registrati dalla Campania, che migliora di oltre 7 punti percentuali (41,3% di opposizioni contro il 48,8% dell’anno precedente) e dalla Sicilia, che nel 2020 scende al 45,2% dal 49,6% del 2019.

Il calo delle donazioni, di conseguenza, ha portato ad una riduzione notevole dei trapianti. Sono stati 3.441 gli interventi effettuati nel 2020, 373 in meno rispetto al 2019 (-9,8%). Di questi, 3.146 sono stati realizzati grazie agli organi di donatori deceduti (-303, ovvero -8,8% rispetto a un anno fa). La regione che ha effettuato più interventi è la Lombardia (652) seguita da Veneto (557), Piemonte (444) ed Emilia Romagna (391): un risultato significativo dato che i sistemi sanitari di queste realtà sono stati colpiti dall’emergenza fin dalla prima ondata.

L’emergenza sanitaria non ha fermato l’attività di prelievo e trapianto di cellule staminali emopoietiche. La rete dei centri italiani ha messo subito in campo percorsi Covid-free e il Registro dei donatori di midollo IBMDR ha garantito stabilmente la ricerca dei donatori compatibili e il trasporto in sicurezza del materiale biologico: il risultato è stato il più alto numero di trapianti di midollo da donatore non consanguineo mai realizzato nel nostro Paese, ben 875 (+1,9%) e di donazioni effettuate, 288 (+1,4%). È l’immissione dei nuovi donatori, invece, a pagare il blocco delle attività sociali. A causa del coronavirus non è stato possibile realizzare nelle piazze gli eventi di reclutamento. Di conseguenza, i nuovi iscritti al Registro IBMDR nel 2020 sono stati solo 20.960, oltre la metà in meno di quelli del 2019.

A risentire più pesantemente degli effetti della pandemia è stata l’attività riguardante i tessuti umani: le donazioni sono calate del 31% e i trapianti del 22,5% (4mila in meno rispetto all’anno scorso), una diminuzione che ha colpito tutti gli ambiti di intervento, in particolare la cornea (prelievi -29,2%, trapianti -42,2%) e l’osso (prelievi -41,7%, mentre i trapianti sono rimasti stabili).

“In questi duri mesi di pandemia, il nostro Centro nazionale trapianti non ha mai smesso la sua fondamentale attività al servizio della salute dei cittadini”, dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. “Nonostante le difficoltà di questo periodo, la Rete trapiantologica ha assicurato ai pazienti una continuità assistenziale di altissimo livello. La cultura della donazione va sempre più diffusa e la sua promozione è un impegno fondamentale per il Ministero della Salute, a tutela dei pazienti più fragili”, conclude Speranza.

Potrebbe anche interessarti