Il ministro Costa: “Mio padre finì in un lager, ricordare affinché non accada mai più”

In occasione del Giorno della Memoria Sergio Costa, ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, affida alla sua pagina Facebook un racconto inedito che ha suo padre come protagonista.

“Mio padre quel giorno si trovò solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non aveva neanche 18 anni. Stava dirigendosi dai Vergini, a Napoli, dove si trovava il palazzo di famiglia, verso piazza Dante, proprio mentre le SS stavano chiudendo e rastrellando.

Portarono via anche lui, che riuscì a infilare un biglietto nelle mani di un passante, scampato alla razzia, per avvisare i suoi genitori. I miei nonni dovettero accontentarsi di quelle poche righe, e per due anni e mezzo non lo videro più. Per lunghi mesi non seppero neanche se fosse vivo, o morto.”

“Papà fu portato in un lager, un campo di lavoro, in Sassonia. A poca distanza da un campo di sterminio, di cui vedeva i fumi e l’acre odore della morte, innalzarsi verso il cielo. Due anni e mezzo dopo, con un gruppo di sopravvissuti, riuscì a scappare.

Attraversarono l’Europa a piedi e con mezzi di fortuna, mangiando ciò che la generosità delle persone dava loro, arrivarono in Italia. Papà riuscì a riabbracciare i miei nonni, che ormai disperavano. Durante quel periodo scrisse anche un diario, raccontando ciò che provava: la violenza, la morte, ma anche la solidarietà e l’amore.”

È proprio in memoria della terribile esperienza del padre che il ministro ha ricevuto in Prefettura una medaglia, nell’ambito di una cerimonia solenne tenutasi in mattinata presso il Palazzo di Governo. Insieme a lui, i parenti di altri 31 cittadini della provincia di Napoli deportati ai tempi dell’Olocausto.

“Una giornata che racconta di milioni di storie personali e familiari, dolori indicibili, ma anche solidarietà e legami affettivi che sono l’antidoto alla dannazione dei lager. Il Giorno della Memoria sempre affinché non accada mai più” continua ancora Costa, per poi concludere il post con un saluto commosso rivolto al genitore. “Ciao papà.”

Mio padre quel giorno si trovò solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non aveva neanche 18 anni. Stava…

Pubblicato da Sergio Costa su Mercoledì 27 gennaio 2021

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