Covid, in arrivo il vaccino Astrazeneca: “Priorità a docenti e forze dell’ordine”

vaccino covid coronavirusCovid – in arrivo in Italia vaccino AstraZeneca. La campagna di vaccinazione in Italia prosegue a rilento, così come la consegna delle dosi da parte delle case farmaceutiche. Sono quasi 2 milioni gli italiani che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, numero esiguo se si pensa che l’obbiettivo del Governo è di immunizzare entro settembre almeno 45 milioni di persone.

Tra i ritardi denunciati c’è anche quello sulla scarsità del personale addetto alle vaccinazioni. Fabrizio Pregliasco, infettivologo e presidente di Anpas, denuncia al “Giorno” che le forze in campo non sono abbastanza: “Siamo a disposizione ma finora formalmente non siamo stati coinvolti. Come mai? Immagino che ancora non abbiano deciso come fare. Siamo a disposizione con i nostri mezzi, con le nostre ambulanze. Abbiamo 1.100 sedi in tutta Italia“.

L’Italia deve ora fare i conti con i nuovi tagli annunciati da Moderna che dalle prossime settimane ridurrà del 20% le sue dosi. Tagli che però dovrebbero, almeno in minima parte, essere compensati dalla ritrovata intesa tra la Ue e AstraZeneca. Ieri, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha annunciato che la casa farmaceutica aggiungerà 9 milioni di dosi. Di queste, il 13,4% andrà all’Italia che nel primo semestre dovrebbe vedersi consegnare 4,6 milioni di dosi.

“Appena arriva, speriamo dalla settimana prossima – ha dichiarato ieri a Che Tempo Che Fa il commissario Domenico Arcuriavremo due percorsi paralleli. Da una parte la riduzione dei decessi e delle terapie intensive con Pfizer e Moderna e dall’altro la riduzione dei contagi“. Tuttavia, come deciso da Aifa, sulla base delle raccomandazioni dell’Ema, il vaccino inglese è sconsigliato alle persone sopra i 55 anni. E l’Italia non ha ancora deciso come gestire questo limite.

Per questo motivo oggi ci sarà un incontro tra Regioni e Governo per decidere il percorso da seguire con questo vaccino. Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, l’ordine è chiaro: “Priorità a insegnanti, servizi pubblici, forze dell’ordine, carceri“, dichiara al “Giorno”. Ma quello che manca è un’organizzazione dal punto di vista logistico: “Siamo molto in ritardo, il piano vaccinale è estremamente scarno“.

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