Covid, Galli: “Ho il reparto invaso dalle nuove varianti. A breve avremo problemi seri”

Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ha lanciato l’allarme sulla diffusione delle varianti covid che hanno fatto il loro ingresso anche in Italia. Lo ha fatto nel corso della trasmissione ‘Mattino 5’.

Massimo Galli: allarme varianti covid

Queste le sue parole: “Signori miei le avvisaglie vengono guardando semplicemente un pochino al di là del nostro naso, vedendo cosa succede negli altri paesi europei e considerando che ci sono queste nuove varianti. Che piaccia o no, non ce le siamo inventate noi le varianti. Ci sono e son maggiormente contagiose quindi vuol dire che hanno maggiore facilità a diffondersi in determinate situazioni che non sono da ritenere sicure. Una situazione molto spiacevole ma è un dato di fatto.”

“Non possiamo metterci a un tavolo e fare una trattativa sindacale o politica col virus: segue le sue regole, le sue modalità di diffusione. Inutile raccontarci tutte le cose che sentiamo in merito al discorso del disastro che sta facendo questo virus e quindi dobbiamo per forza riaprire. Siamo tutti d’accordo sulla volontà di riaprire tutto però io mi ritrovo ad avere di nuovo il reparto invaso dalle nuove varianti. Questo riguarda tutta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri. Cosa volete che vi dica? Questa è la realtà attorno alla quale è inutile fare ricami.”

Si dice poi d’accordo con i colleghi che sostengono la necessità di intervenire con un lockdown: “Chi vi dice che dovremmo chiudere può correre il rischio di esagerare nel fare queste affermazioni. Tale rischio, però, è inferiore alla probabilità di avere purtroppo per l’ennesima volta ragione. Se guardate il numero quotidiano di contagi di Francia o Spagna hanno molti più casi dei nostri perché le varianti si sono diffuse.”

In particolare, ha sostenuto Walter Ricciardi, consulente del Ministro Speranza, che è stato fortemente attaccato per aver ribadito la necessità di agire con pesanti restrizioni: “Lui è uno di quelli che ha tenuto la barra in una certa direzione sulla base dei dati scientifici. Ricordo che qualcuno dovrebbe vergognarsi di quello che ha combinato questa estate. Non parlo solo di qualche collega ma soprattutto di gran parte dei media che hanno parlato di un virus che era ormai scomparso, morto, una malattia che non esisteva più.”

“Abbiamo trascorso un’estate frizzante molto più di quello che ci saremmo potuti permettere. Tutto questo perché si riteneva un sacrosanto diritto delle persone trovare sfogo dopo la terribile esperienza del lockdown. Purtroppo non era né un sacrosanto diritto né una cosa opportuna considerando che abbiamo avuto una potente seconda ondata con una quantità enorme di morti.”

A schierarsi con Galli e Ricciardi è il virologo Crisanti, concorde sul fatto di dover agire tempestivamente con nuove chiusure per evitare la circolazione delle varianti. Tra gli esperti che, invece, si sono opposti a tale drastica soluzione spiccano Burioni, virologo del San Raffaele di Milano, e Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani.

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