Governo Draghi e piano vaccinale: serve un cambio di rotta


L’esordio di Mario Draghi al Senato non poteva essere più chiaro: bisogna sconfiggere il nemico invisibile. Secondo il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri occorre cambiare marcia: il suo obbiettivo è di arrivare a circa 500.000 somministrazioni al giorno dei vaccini. Oggi alle 20:00, la Camera dei Deputati dovrà votare la fiducia al nuovo Presidente. Ieri, in Senato, il Governo Draghi ha ottenuto ben 101 voti in più rispetto a quelli necessari per la fiducia, con un totale di 262 voti con solo 40 negativi. Il governo di alto profilo sembra più o meno mettere d’accordo il Senato. Draghi ha infatti richiamato al bisogno di unità, ora più che mai: “L’unità non è un’opzione, è un dovere“. Ma ciò che ora interessa maggiormente il nuovo Presidente incaricato è la situazione pandemica, gestita precedentemente dal governo Conte.

La riscrittura del piano vaccinale

Nel tentativo di realizzare una somministrazione più veloce e che copra la maggior parte della popolazione, Draghi abolisce il progetto primule. Guidato dal commissario Arcuri, consiste nella costruzione di padiglioni a forma di primula ritenuti efficienti. Ma Draghi sceglie di mettere in campo tutte le strutture possibili: palazzetti, fiere, caserme, centri commerciali… qualunque luogo disponibile. Naturalmente ciò dev’essere associato alla fornitura costante: viene mantenuta la linea di Bruxelles, che consiste negli acquisti centralizzati attraverso la pubblica amministrazione.

Entrano di nuovo in gioco anche le forze dello stato, come protezione civile ed esercito, in grado di garantire un coordinamento preciso delle somministrazioni. L’obbiettivo numerico di 500.000 vaccinazioni quotidiane, implicherà la necessità di più volontari che aiuteranno a costruire centri e, ovviamente, a somministrare il vaccino. Sono pronti 300.000 volontari della croce rossa per eseguire questo compito complesso. Inoltre, per far fronte alla previsione di un numero più alto di somministrazioni, viene data l’autorizzazione al vaccino Astrazeneca per le persone di 65 anni d’età, rispetto alla precedente previsione che consisteva nell’offrire questo tipo di vaccino fino ai 55 anni.

La campagna vaccinale di Aprile è la più grande: si parla di campagna vaccinale di massa, con la somministrazione di circa 64Milioni di dosi.


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