Covid a Napoli, scoperta variante Californiana: è la prima volta in Italia

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Covid a Napoli, dopo l’individuazione della variante brasiliana in due pazienti presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, a destare preoccupazione, adesso, sarebbe la variante californiana. L’esame dei tamponi starebbe riportando infatti che, la variante inglese è sempre più presente a Napoli e provincia ed è passata, secondo ‘il Mattino’, dal 35 per cento dei casi risultati positivi al Covid ad oltre il 50 per cento e starebbe progressivamente affermandosi rispetto agli altri ceppi virali.

Il lavoro di analisi dei tamponi, permette di individuare subito la proteina Spike mutata del Coronavirus e verificare dunque di quale variante si tratta. Da queste analisi sarebbe risultato che circa il 70 per cento dei tamponi rianalizzati a Napoli sono riferibili a una variante. Il lavoro sincronizzato dei laboratori specializzati del Tigem, l’Ospedale Cotugno e l’Istituto Zooprofilattico, ha permesso di accertare con fermezza che dei tamponi analizzati, circa l’80 per cento si conferma variante inglese e che primi casi di variante si sarebbero verificati già nel periodo di Natale.

Proprio al Tigem per la prima volta in Italia è stata individuata quella californiana mai trovata finora nella penisola italiana. La variante californiana, come le altre tre individuate (inglese, sud africana e brasiliana) risulta più trasmissibile rispetto al virus normale e più resistente agli attuali vaccini. Il dato allarmante, inoltre, è che è più contagiosa del 40 per cento rispetto alle altre varianti. Sino ad ora si era registrata solo in 13 Nazioni oltre la California e mai nel nostro Paese.

La Campania, inoltre, risulta essere particolarmente soggetta a queste nuove varianti analizzate, in particolare quella inglese. La sua diffusione sarebbe maggiore rispetto al resto d’Italia e sarebbero già diversi i focolai individuati tra cui quello di Ischia. Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano in merito alla variante inglese ha dichiarato che questa, al momento, è la variante più pericolosa in quanto potrebbe essere capace di sorpassare per contagiosità anche il SARS-CoV-2 a cui siamo stati abituati fino ad ora.

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