Napoli, donna in rianimazione dopo prima dose di AstraZeneca

Foto Facebook-Mario Conte

È di queste ore la notizia di una donna ricoverata in rianimazione a Napoli alcuni giorni dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca. Si chiama Sonia Battaglia e a raccontare la sua storia sono i figli, tramite un post diffuso su Facebook.

Sonia è una donna di 54 anni e, secondo quanto racconta il figlio Mario Conte, è sempre stata sana come un pesce. Una settimana fa la donna si è sottoposta al vaccino Astrazeneca (LOTTO ABV5811). La data di somministrazione era il 1 Marzo 2021. “Il giorno seguente al vaccino stava bene, tanto che è andata a lavorare“, spiega Mario.

Due giorni dopo ha avuto la febbre (nella norma, siamo stati rassicurati dalla dottoressa). Terzo giorno, mia mamma ha iniziato a vomitare senza sosta, abbiamo chiamato l’ambulanza e le hanno messo la flebo per recuperare tutti i liquidi che stava perdendo. Mia mamma dormiva in continuazione, non riusciva a parlare, si addormentava mentre parlava.

Il giorno 12 sera abbiamo richiamato l’ambulanza, la quale dopo aver controllato i parametri vitali si è rifiutata di portarla in ospedale e tenerla sotto controllo. La mattina seguente, ovvero ieri 13 marzo, ho chiesto a mia madre di muoversi e di alzare la gamba sinistra, lei era convinta di riuscire ad alzarla ma invece era totalmente immobile!

L’ho presa in braccio e portata in pronto soccorso all’Ospedale del Mare, dove è stata ricoverata d’urgenza per emorragia celebrale. Nel frattempo ha avuto anche un infarto… dopo essere riusciti a parlare con i dottori nel pomeriggio ci hanno informati che nel giro di due ore ha avuto una TROMBOSI MASSIMA che ha preso tutti gli organi del corpo, UN’EMORRAGIA CELEBRALE e un’occlusione dell’aorta causata da una placca. Non si può intervenire in nessun modo perché l’eparina aumenta ulteriormente l’emorragia al cervello!”.

I figli di Sonia Battaglia lanciano quindi un appello perché si faccia luce al più presto su questa vicenda. “Io vi prego, vi supplico di intervenire così che si possano avere altri consulti medici, che portino alla luce questo veleno che vogliono iniettarci! Vi prego vi chiedo umilmente una mano, c’è un intera famiglia distrutta e sei voi potete darci una mano ve ne saremmo eternamente grati”.

Nel frattempo, l’AIFA ha deciso di sospendere in via precauzionale il vaccino AstraZeneca. Nel frattempo, non è stato ancora dimostrato alcun nesso causale tra le morti sospette avvenute in seguito al vaccino e la somministrazione dello stesso.

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