Covid, Pregliasco: “Con le riaperture il rischio aumenta. Ne pagheremo il prezzo”

L’Italia appare sempre più proiettata verso nuove riaperture ma alcuni esperti, come il virologo Fabrizio Pregliasco, temono il ritorno di un ‘liberi tutti’ che possa diffondere ulteriormente il contagio.

Riaperture, Pregliasco: “C’è un prezzo da pagare”

Il professor Pregliasco, virologo e docente all’Università Statale di Milano, all’Adnkronos Salute ha rivelato i suoi timori: “Le riaperture sono un desiderio di tanti, per motivi psicologici ed economici. Io, però, dico: andiamo guardinghi e con i piedi di piombo, consci che c’è un prezzo da pagare. Io mi auguro che questo prezzo si minimizzi grazie a un accompagnamento di queste libertà”.

Ciò nonostante, l’esperto non si pone del tutto contro la ripresa delle attività: “Valutiamo step by step queste aperture, partendo da quelle con minori rischi. Di sicuro iniziative all’aperto, senza affollamenti e con grande attenzione ai protocolli di sicurezza si possono provare. Ma la mia paura è quella che ci sia un ‘liberi tutti’ mentre dobbiamo fare in modo che queste aperture siano in qualche modo accompagnate da grande attenzione”.

Il Governo sembrerebbe proiettato ad allentare la presa verso il mese di maggio. La lenta digressione della curva epidemiologica unitamente all’avvento della bella stagione, infatti, permetterebbero il ritorno ad una maggior flessibilità. Orientamento che trova il consenso di diversi esperti, compreso Pierpaolo Sileri, attuale sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.

Anche il professor Roberto Burioni si è detto favorevole all’immediata apertura di bar, ristoranti e teatri all’aperto, motivando la sua proposta facendo leva sui dati a disposizione: i contagi negli spazi aperti, infatti, sarebbero molto rari.

Sulla stessa scia anche Pregliasco, concorde sulla lenta ripresa di iniziative all’aperto, che sottolinea l’importanza di procedere in maniera cauta: “Appena c’è la zona gialla, o peggio la zona bianca, aumenta il rischio. Il caso della Sardegna (passata dal bianco al rosso) mi sembra esemplificativo in questo senso”.

“Bisogna tener conto che il lockdown adottato scientificamente è adeguato solo per la mitigazione della corsa del virus. Nel momento in cui riapriamo è ovvio che ci sia una risalita di casi se non realizziamo velocemente la campagna vaccinale. Questa chiusura è servita ma ci vuole ancora la consapevolezza che c’è un enorme quantità di soggetti suscettibili. Se apriamo senza la capacità di riprendere un tracciamento e di velocizzare le vaccinazioni il rischio c’è, è un prezzo da pagare. Di questo dobbiamo essere consci, ma spero si minimizzi”.

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