Reazioni avverse e segnalazioni post vaccino, colpiscono più donne e over 60: i dati per ogni vaccino

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Mal di testa, trombi, stanchezza e indolenzimento. Sono solo alcune delle reazioni avverse, gravi e meno gravi, segnalate dai cittadini dopo la somministrazione dei vaccini e verificate dall’Aifa. In molti puntano il dito contro Astrazeneca (e ora contro Johnson & Johnson), ma questi vaccini a vettore virale non sono meno sicuri di quelli Pfizer e Moderna. Spesso infatti è una cattiva comunicazione a fare la differenza anche se un recente studio ha mostrato una possibile relazione tra adenovirus e trombosi.

REPORT AIFA SUL REAZIONI AVVERSE POST VACCINO

Basti pensare all’ultimo report diffuso dall’Aifa, l’agenzia italiana del Farmaco, e datato 26 febbraio. Il maggior numero di segnalazioni infatti venivano da Pfizer, poi da Astrazeneca e per ultimo da Moderna.

Innanzitutto però bisogna distinguere tra evento avverso, reazione avversa ed effetto indesiderato.

Evento avverso: è un qualsiasi episodio sfavorevole che si verifica dopo la somministrazione di un farmaco o di un vaccino, ma che non è necessariamente causato dall’assunzione del farmaco o dall’aver ricevuto la vaccinazione.

Reazione avversa: è una risposta nociva e non intenzionale a un farmaco o a una vaccinazione per la quale è possibile stabilire una relazione causale con il farmaco o la vaccinazione stessa. Per distinguere, quindi, se siamo di fronte a un evento avverso o a una reazione avversa, dobbiamo valutare se è possibile risalire a una causa legata al prodotto medicinale. Non è sufficiente che l’evento si sia verificato a breve distanza dalla vaccinazione o dall’assunzione del farmaco. Le reazione avverse sono rare se colpiscono 1 su 10.000 persone e molto rare meno di 1 su 10 mila.

Effetto indesiderato: è un effetto non intenzionale connesso alle proprietà del farmaco o del vaccino, che non è necessariamente nocivo ed è stato osservato in un certo numero di persone. Si tratta quindi di un possibile effetto noto, verificatosi nel corso del tempo e considerato accettabile.

In Italia, le sospette reazioni avverse sono state al 26 febbraio oltre 30 mila (30.015): il 96% da Comirnaty/pfizer, Vaccino Moderna 1% e Vaccino AstraZeneca 3% su oltre 4 milioni di dosi somministrazioni (87% sono dosi Comirnaty, Vaccino Moderna 4%, Vaccino AstraZeneca 9%). 729 le segnalazioni totali ogni 100mila dosi, segnalazioni arrivate principalmente da under 60 (età media 46 anni) e donne.

Il tasso di segnalazione è di 907/100.000 dosi somministrate nel sesso femminile, più del doppio delle 424/100.000 dosi somministrate nel sesso maschile, indipendentemente dalla dose e dal vaccino somministrati. Come si legge nel rapporto:

“Secondo alcuni studi, infatti, la diversa risposta immunitaria nelle donne sembra incidere sulla frequenza e sulla gravità delle reazioni avverse alla vaccinazione, soprattutto in relazione a febbre, dolore e infiammazione”.

Il 93,6% ha avuto però sospette reazioni avverse non gravi (come febbre, mal di testa e stanchezza), il 6.1% gravi dopo le somministrazioni del vaccino. Per gravi si intende se ha comportato ospedalizzazione/ricorso al pronto soccorso, pericolo immediato di vita, invalidità, anomalie congenite, decesso o altra condizione clinicamente rilevante. In totale si è registrato un tasso di 44 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata (1a o 2a dose) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.

Per il vaccino Pfizer, sono presenti 1.700 segnalazioni gravi.

In 32 schede di segnalazione relative al vaccino Moderna, sono riportati eventi avversi considerati gravi.

Al 26 febbraio, non erano emersi ancora casi di trombosi post vaccino Astrazeneca. Infatti la maggior parte delle 79 segnalazioni di eventi avversi gravi per questo vaccino si riferisce a febbre alta con eventuali altri sintomi sistemici associati. In Gran Bretagna al 24 marzo, ci sono stati 7 casi di persone morte per trombosi su 18 milioni di vaccinati con Astrazeneca. Lo ha reso noto il Medicines and healthcare regulatory agency (Mhra) che ha comunicato anche 30 casi di rare trombosi fra le 18,1 milioni di vaccinati (22 trombosi cerebrale dei seni venosi e otto altri tipi di trombosi). Ma non vi è certezza di un nesso causale col vaccino anche se alcuni recenti studi sono sul punto di dimostrarlo. Locatelli, presidente del Consiglio Superiore della Sanità, ha poi reso noto i dati dell’Ema: nel mondo ci sono stati 86 casi di trombosi su almeno 25 milioni di vaccinati con Astrazeneca. Numeri irrisori.

In generale in Italia, al 26 febbraio 2021 sono state inserite 40 segnalazioni con esito “decesso” per un tasso di segnalazione di circa 0,97 su 100.000 dosi somministrate con i tre diversi vaccini. Il 60% dei casi riguarda donne e il 32,5% uomini (il sesso non è riportato nel 7,5% dei casi), in linea con l’andamento generale per sesso delle reazioni avverse segnalate. L’età media dei casi ad esito fatale si discosta notevolmente da quella delle altre reazioni avverse e si attesta su 86 anni (range 41-104). Ma, come si legge nel rapporto, molto spesso il decesso è legato a cause cardiovascolari in pazienti che avevano patologie cardiovascolari di base.

 

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