Vaccino Astrazeneca, Johnson e Sputnik: studio spiega che a causare le trombosi può essere l’adenovirus

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In questi giorni tantissime persone si stanno chiedendo perché il vaccino Pfizer e quello Moderna non abbiamo riscontrato gli stessi problemi avuti prima da Astrazeneca e ora da Johnson & Johnson. I primi due vaccini sono stati somministrati tranquillamente alla popolazione senza apparentemente causare reazioni avverse che portassero alla sospensione. Gli ultimi due invece hanno subito rallentamenti e nel caso di Astazeneca anche un cambio di nome (Vaxzevria) e limitazioni d’età (è consigliato in Italia per gli over 60).

La principale differenza tra questi 4 vaccini è nella loro composizione. Secondo uno studio pubblicato sulla più prestigiosa rivista scientifica del mondo (New England Journal of Medicine), la trombosi associata al vaccino di AstraZeneca probabilmente sarebbe indotta dall’adenovirus. L’Aifa, l’agenzia italiana del Farmaco, ha infatti autorizzato due vaccini a vettore virale contenere l’adenovirus: quello appunto Vaxzevria e quello Johnson & Johnson (Vaccine Janssen). Due invece i vaccini a mRNA: sono i vaccini Pfizer mRNABNT162b2 (Comirnaty) e COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 che invece usano una molecola e non l’adenovirus.

LO STUDIO SULLA POSSIBILE RELAZIONE TRA ADENOVIRUS E TROMBOSI

Innanzitutto per comprendere lo studio, bisogna prima capire cosa siano gli adenovirus, una famiglia di virus. Come spiegato sul sito del Center for Disease Control e Prevention:

“Gli adenovirus possono causare una vasta gamma di malattie come: sintomi comuni di raffreddore o simil-influenzali, febbre, gola infiammata; bronchite acuta (infiammazione delle vie aeree dei polmoni, a volte chiamata “raffreddore toracico”); polmonite (infezione dei polmoni); congiuntivite; gastroenterite acuta (infiammazione dello stomaco o dell’intestino che causa diarrea, vomito, nausea e mal di stomaco). E sintomi meno comuni come infezione della vescica e malattie neurologiche (condizioni che colpiscono il cervello e il midollo spinale). Le persone con un sistema immunitario indebolito o con malattie respiratorie o cardiache esistenti sono a maggior rischio di sviluppare malattie gravi da un’infezione da adenovirus”.

Lo studio, finanziato dalla Fondazione di Ricerca Tedesca, parte da alcuni casi di eventi trombotici insoliti e trombocitopenia che si sono sviluppati dopo la vaccinazione con il vettore adenovirale ricombinante che codifica per l’antigene proteico spike della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2).

“Abbiamo valutato le caratteristiche cliniche e di laboratorio di 11 pazienti in Germania e Austria in cui si erano sviluppate trombosi o trombocitopenia dopo la vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19, Astrazeneca  Abbiamo utilizzato un test standard di immunoassorbimento enzimatico per rilevare il fattore piastrinico 4 (PF4) – anticorpi eparina e un test di attivazione piastrinica modificato (potenziato con PF4) per rilevare gli anticorpi attivanti le piastrine in varie condizioni di reazione. In questo test sono stati inclusi campioni di pazienti a cui sono stati inviati campioni di sangue per lo studio di eventi trombotici associati al vaccino, con 28 risultati positivi in ​​un test immunologico di screening PF4 – eparina. 

Degli 11, 9 erano donne con un’età media di 36 anni (range da 22 a 49). A partire da 5-16 giorni dopo la vaccinazione, i pazienti hanno presentato uno o più eventi trombotici, ad eccezione di 1 paziente, che ha presentato emorragia intracranica fatale. Dei pazienti con uno o più eventi trombotici, 9 avevano trombosi venosa cerebrale, 3 avevano trombosi venosa splancnica, 3 avevano embolia polmonare e 4 avevano altre trombosi; di questi pazienti 6 sono morti. Cinque pazienti avevano una coagulazione intravascolare disseminata. Nessuno dei pazienti aveva ricevuto eparina prima della comparsa dei sintomi. Tutti i 28 pazienti risultati positivi agli anticorpi contro PF4 – eparina sono risultati positivi al test di attivazione piastrinica in presenza di PF4 indipendente dall’eparina. L’attivazione piastrinica è stata inibita da alti livelli di eparina, anticorpi monoclonali bloccanti i recettori Fc e immunoglobuline (10 mg per millilitro). Ulteriori studi con PF4 o PF4 – anticorpi purificati per affinità eparina in 2 pazienti hanno confermato l’attivazione piastrinica dipendente da PF4″.

Chiara la conclusione dello studio:

La vaccinazione con ChAdOx1 nCov-19 (Astrazeneca) può provocare il raro sviluppo di trombocitopenia trombotica immunitaria mediata da anticorpi attivatori delle piastrine contro PF4, che imita clinicamente la trombocitopenia autoimmune indotta da eparina. Tutti gli 11 pazienti nell’analisi iniziale presentavano trombocitopenia da moderata a grave e trombosi insolita, in particolare trombosi venosa cerebrale e trombosi della vena splancnica. Abbiamo anche trovato prove di coagulazione intravascolare disseminata in 5 dei pazienti sulla base della combinazione di livelli di d-dimero notevolmente elevati (> 10,0 mg per litro) e una o più anomalie nel rapporto normalizzato internazionale, tempo di tromboplastina parziale o fibrinogeno livello. (Dei 6 pazienti con livelli di fibrinogeno disponibili, 4 avevano ipofibrinogenemia.). 

È ben noto che l’adenovirus si lega alle piastrine22 e provoca l’attivazione piastrinica.22,23. Inoltre, la quantità di adenovirus in un’iniezione di vaccino da 500 microlitri somministrata 1 o 2 settimane prima sembra improbabile che contribuisca alla successiva attivazione piastrinica osservata in questi pazienti. Tuttavia, le interazioni tra il vaccino e le piastrine o tra il vaccino e PF4 potrebbero svolgere un ruolo nella patogenesi. Un possibile fattore scatenante di questi anticorpi reattivi al PF4 potrebbe essere il DNA libero nel vaccino. I medici devono essere consapevoli che in alcuni pazienti, la trombosi venosa o arteriosa può svilupparsi in siti insoliti come il cervello o l’addome, che diventa clinicamente evidente circa 5-20 giorni dopo la vaccinazione. Se una tale reazione è accompagnata da trombocitopenia, può rappresentare un effetto avverso della precedente vaccinazione con Covid-19. Ad oggi, questa reazione è stata segnalata solo con il vaccino ChAdOx1 nCov-19 Astrazeneca, che è stato utilizzato in circa il 25% dei soggetti vaccinati in Germania e nel 30% di quelli in Austria. Infine, suggeriamo di denominare questa nuova entità trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT) per evitare confusione con la trombocitopenia indotta da eparina”.

I SINTOMI DI POSSIBILE TROMBOSI

Al momento in Italia sono 4 i vaccini approvati, l’Adenovirus è però contenuto sia in Astrazeneca che in Johnson & Johnson. I rari casi di trombosi potrebbero verificarsi anche con questo vaccino monodose, ma non ci sono studi al momento che lo dimostrino. Inoltre anche il vaccino russo Spuntik V contiene un Adenovirus anche se in modo differente:

“Il vaccino Sputnik, a differenza degli altri a vettore virale, sfrutta due “scatole” differenti. Nella prima iniezione viene utilizzato il virus Ad26 per la prima dose e Ad25 per la seconda, a 21 giorni dalla prima. Una scelta, quella di utilizzare due vettori differenti, utile a ridurre il rischio che, dopo la prima dose, l’organismo produca anticorpi contro la prima “scatola” con una conseguente riduzione di efficacia della vaccinazione”.

VACCINI A VETTORE VIRALE

ASTRAZENECA – È progettato per preparare il sistema immunitario a identificare e contrastare il coronavirus (SARS-CoV-2) responsabile della malattia COVID-19. Il vaccino è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2. La tecnologia del vettore virale utilizzata per questo vaccino è già stata testata con successo ed è utilizzata per prevenire altre malattie.

JOHNSON & JOHSON – Il vaccino induce il sistema immunitario a produrre anticorpi e globuli bianchi specializzati che agiscono contro il virus, offrendo protezione contro la malattia. È un vaccino monovalente composto da un vettore ricombinante basato su adenovirus umano di tipo 26 incompetente per la replicazione, che codifica per la sequenza completa della glicoproteina spike (S) di SARS-CoV-2 in una conformazione stabilizzata. Dopo la somministrazione, la glicoproteina S di SARS-CoV-2 viene espressa in maniera transitoria, stimolando sia anticorpi anti-S neutralizzanti che altri anticorpi specifici anti-S funzionali, così come risposte immunitarie cellulari dirette contro l’antigene S, che possono contribuire a proteggere contro il Covid.

VACCINI A mRNA

COMIRNATY – BIONTECH/PFIZER – Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente sul SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19.

MODERNA – Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19.

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