Coprifuoco, de Magistris: “Andrei oltre le 23. Sono per la riapertura totale di tutti gli spazi”

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel corso dell’ultima puntata di ‘Tagadà’, in onda su La 7, ha detto la sua sulla questione del coprifuoco.

De Magistris sul coprifuoco: “Andrei oltre le 23”

Nel corso di una conferenza stampa, il Premier Draghi e il Ministro Speranza avevano confermato l’avvento di nuove riaperture già dal 26 aprile, smentendo, tuttavia, l’abolizione del coprifuoco. Quest’ultimo, infatti, scatterebbe ugualmente alle 22, rimanendo invariato. E’ infatti così è stato deciso al termine del consiglio del ministri di questo pomeriggio.

Di qui si sono susseguiti svariati pareri, da parte di politici e virologi, che hanno suggerito di estendere tale orario almeno alle 23. In tal modo la sicurezza dei cittadini non verrebbe messa a repentaglio mentre le attività serali, soprattutto legate al comparto ristorativo, ne trarrebbero benefici.

Anche il Presidente De Luca si è mostrato favorevole alla riapertura dei ristoranti a cena e allo slittamento del coprifuoco a mezzanotte. Si tratta di una delle rare volte in cui il parere del Governatore è in accordo con quello del sindaco di Napoli. Quest’ultimo, infatti, sulla possibilità di fissare il limite del coprifuoco alle 23, ha commentato: “Io nel pieno della primavera andrei anche oltre. Penso che concentrare gli orari arrivati a questo punto sia addirittura un errore. Se si va per le riaperture io sono per riaprire totalmente tutti gli spazi. Quindi andrei oltre le 23″.

Ha spiegato, poi, le richieste avanzate al Premier Draghi nel corso dell’incontro di oggi: “Oltre le belle parole del Governo e del generale Figliuolo, non c’è ancora il coordinamento nazionale e l’uniformità della campagna vaccinale dalla Lombardia alla Sicilia. Continuano ad esserci discriminazioni su base regionale e di questo De Luca ne è responsabile. Poi quando gli conviene la tira contro il Governo”.

“I sindaci delle aree metropolitane oggi hanno incontrato il Presidente del Consiglio. Gli abbiamo chiesto di porre fine a questa dialettica, diatriba, conflitto, ambiguità tra Stato e Regioni per pensare di più ai cittadini. L’esasperazione sta arrivando al giro di boia. Non è che abbiamo molto tempo. Il generale dice che siamo in guerra ma purtroppo la guerra un anno fa l’abbiamo persa non programmando bene i vaccini. Adesso la stiamo perdendo perché in alcuni luoghi o non si vaccina per nulla o si vaccina male. Allora pensiamo alla ricostruzione”.

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