Napoli. Giada, a 12 anni si taglia i capelli e li dona alle coetanee malate di tumore

giada capelli santobono
Capelli della Pres. De Dominicis

Un bel gesto d’altruismo arriva da Napoli e provincia. Giada, una ragazzina di 12 anni, ha infatti deciso di tagliarsi i capelli e donarli alle sue coetanee dell’Ospedale Santobono che purtroppo hanno perso la loro chioma a causa della chemioterapia. Il progetto, che prende il nome di ‘Un intreccio per la vita‘, consiste nel raccogliere una treccia di capelli di almeno 28 cm con cui creare una parrucca per le pazienti oncologiche.

Come reso noto in una storia dall’Ospedale partenopeo, in settimana sono state consegnate delle trecce alla direttrice della fondazione Santobono-Pausilipon di Napoli, la dottoressa Flavia Matrisciano. Una di queste veniva dalla piccola Giada che ha deciso di regalare un sorriso e un po’ di gioia a una sua coetanea.

Come raccontato dal Rotary Acerra Casalnuovo:

“Le 5 trecce sono state donate da Teresa De Dominicis, Presidente del RC Acerra-Casalnuovo A.Montano, le amiche Alessandra Amalfitano, Roberta Mocerino, Marina Cassese e la piccola Giada, una bambina di 12 anni che ha fatto un grande gesto di solidarietà con il desiderio di aiutare una sua coetanea a ritrovare la forza di sorridere e sperare. Un’altra treccia donata dall’amica Antonella Esposito è stata spedita circa un mese fa. Oltre a donare i capelli è possibile partecipare ad una raccolta fondi destinata al reparto di oncologia pediatrica del Santobono-Pausilipon“.

Una frase di Maria Teresa sintetizza questa iniziativa:

Non perdere mai il sorriso…e la speranza.” Con il sorriso e la speranza si possono infatti superare alcuni ostacoli che la vita ci mette avanti. Ed è la presidente del Rotary Club Acerra-Casalnuovo “Aniello Montano”, Teresa De Dominicis, a donare in prima persona i suoi capelli.

Soltanto qualche mese fa, un’altra bambina, aveva deciso di tagliarsi i capelli e donarli. La mamma di Allegra raccontava così il gesto della figlia:

“Dopo il taglio di capelli ha deciso che avrebbe conservato la treccia o l’avrebbe donata a qualcuno. Alla fine ha deciso per la seconda opzione. Consultandoci con la parrucchiera abbiamo scoperto dell’esistenza di un’associazione che confeziona parrucche per i malati oncologici”.

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