Vaccini, dall’addio agli hub all’ipotesi terza dose: cosa potrebbe cambiare in autunno

La campagna vaccinale in Italia è entrata nel vivo. Fino a questo momento sono 38milioni gli italiani che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e 13.190.876 quelli che hanno completato l’immunizzazione – pari al 24,31% della popolazione totale.

Vaccini, il piano Figliuolo per l’autunno

L’obiettivo dichiarato del Governo è quello di vaccinare l’80% degli italiani a fine settembre ed iniziare a pensare alla gestione post pandemia. Con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l’autunno.

Tra le strategie c’è quella di passare dai grandi hub ad un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie, anche in vista della possibilità di dover procedere ad una terza dose per far fronte alle varianti del Covid. Per raggiungere l’obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di “vitale importanza”, procedure “flessibili” per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a “privilegiare” le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

Con l’autunno servirà invece una nuova strategia. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. Sarà comunque il governo a decidere entro il 31 luglio, quando dovrà stabilire se varare un nuovo stato d’emergenza e per quanto, attraverso un passaggio parlamentare.

Va considerata però anche la possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l’immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario “organizzarci per i richiami”.

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