Napoli, fenomeno furto di palladio dalle marmitte: vale più dell’oro

 

Continuano i furti per la ricerca del palladio, così come continuano gli arresti dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Infatti, a Poggioreale, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato per furto aggravato in concorso Raffaele Mele, 44enne di Monte di Procida, e Pietro Erbastro, 52enne di Pozzuoli. Inoltre, sono entrambi già noti alle Forze dell’Ordine per reati specifici.

I militari hanno sorpreso i 2 in Via Taddeo da Sessa. Questi avevano tolto il catalizzatore da un’utilitaria in sosta, ed i Carabinieri li hanno bloccati ed arrestati. Erbastro e Mele sono stati quindi sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. D’altronde, si tratta di una piaga che ultimamente sta diventando sempre più asfissiante, e le testimonianze delle persone che si ritrovano l’automobile vandalizzata così ormai non si contano quasi più.

Palladio: come averlo e a che serve

L’ultima frontiera dei ladri italiani è quella di rubare i catalizzatori dei veicoli, ultimamente divenuta sempre più frequente. Ciò perché gli scarichi delle auto di ultima generazione, presentano dei materiali particolari. Infatti, i catalizzatori delle auto più recenti contengono tracce di metalli nobili come il palladio, un sottoprodotto di nichel e platino, che ha un valore al grammo superiore ai 65 euro. Ma anche rodio e platino, metalli ancora più preziosi.

Il furto della marmitta, rivenduta poi al mercato nero, può fruttare ai ladri fino a circa 100 euro. E a rendere ancor più allettante questa parte della vettura è il poco tempo che richiede l’operazione di “estrazione” del pezzo, possibile strappandola direttamente dal veicolo. Inoltre, questi metalli sono presenti solamente nelle marmitte delle auto più nuove, cioè le Euro 4, le Euro 5 e le Euro 6.

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