Covid, contagi aumentati del 61,4% in una settimana: “Variante Delta destinata a diventare prevalente”

Il consueto monitoraggio della Fondazione Gimbe evidenzia un incremento del 61,4% dei casi di covid in Italia nella settimana dal 7 al 13 luglio rispetto a quella precedente. All’aumento dei contagi, tuttavia, si contrappone la diminuzione del numero dei decessi e delle ospedalizzazioni.

Monitoraggio Gimbe: casi di covid in aumento nella settimana dal 7 al 13 luglio

Sono 8.989 i nuovi contagi settimanali a fronte dei 5.571 del periodo precedente evidenziando un incremento del 61,4% dei nuovi positivi. I ricoveri diminuiscono dell’11,3% (+1.128 contro i +1.271 della settimana precedente). I decessi, invece, calano del 35,8% (sono 104 rispetto ai 162 dello scorso monitoraggio).

Stando alle parole del Presidente Nino Cartabellotta l’aumento dei contagi potrebbe essere anche superiore se non penalizzato dalle scarse attività di tracciamento: “Sul fronte dei nuovi casi si registra un netto incremento settimanale, peraltro sottostimato da un’attività di testing in continuo calo che rende impossibile un tracciamento adeguato dei contatti”.

Il numero di persone testate, infatti, si è ridotto del 56,3% questa settimana. Inoltre, nonostante il totale dei ricoverati sia in continuo calo, si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva. L’avvento della variante Delta, tuttavia, seppur ‘destinata a divenire prevalente’, non rischia di compromettere la tenuta delle strutture sanitarie.

Resta fondamentale l’arma della vaccinazione che, come sottolineato dalla Fondazione, continua a registrare un calo nelle adesioni: “Non cresce il numero di over 60 che ricevono la prima dose, segno di una persistente esitazione vaccinale in questa fascia d’età”.

Nonostante ciò, il Presidente Cartabellotta non si mostra in accordo con l’eventualità di promuovere un uso ampliato del Green Pass: “L’utilizzo del green pass sul modello francese per l’accesso a bar, ristoranti e altre attività, seppur auspicabile è poco applicabile a breve termine per vari ostacoli che dovrebbero essere fronteggiati e rimossi”. 

Ciò per la scarsa disponibilità di vaccini e la mancata gratuità dei tamponi: “Innanzitutto  l’indisponibilità di vaccini per tutti coloro che vorrebbero riceverli e la non gratuità dei tamponi in tutte le Regioni genera un rischio di discriminazione. In secondo luogo, servono strumenti e risorse per controlli serrati e sistematici; infine,manca una legge sull’obbligo vaccinale per chi svolge mansioni a contatto col pubblico”.

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