MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Covid, il report Gimbe: “Continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati”

Come ogni settimana, la Fondazione Gimbe pubblica il report sulla situazione covid in Italia. Nella settimana 18-24 agosto rispetto alla precedente, secondo il report, assistiamo ad un incremento di nuovi casi (45.251 contro 43.365) e decessi (345 contro 237). In aumento anche i casi attualmente positivi (135.325 contro 129.116), le persone in isolamento domiciliare (130.785 contro 125.221), i ricoveri con sintomi (4.036 contro 3.472) e le terapie intensive (504 contro 423).

Covid Italia – le regioni che rischiano la zona gialla

I nuovi casi settimanali – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – dopo la stabilizzazione della scorsa settimana, fanno registrare un lieve incremento visibile anche nella media mobile dei casi giornalieri, pur rimanendo sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti

Un approfondimento è fatto in particolar modo sulla campagna vaccinale e sul numero di ricoveri in ospedale proprio da chi non si è sottoposto al vaccino: “Sono 4,6 milioni gli over 50 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, di cui 3,52 milioni (12,9%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali (dal 19,6% della Sicilia al 8,2% della Puglia).

Visto il sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in queste fasce d’età, i dati confermano l’esitazione vaccinale degli over 50, mentre salgono tutte le curve degli under 40. Rimangono ancora notevoli differenze di copertura vaccinale tra le diverse classi anagrafiche. Continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati.

Durante il mese di agosto – commenta il presidente Cartabellotta – si è assistito ad un crollo del 66,5% delle somministrazioni: la media mobile a 7 giorni è passata dal picco di oltre 592 mila del 28 luglio a poco più di 198 mila il 20 agosto“. Oltre all’esitazione vaccinale, “sono varie le motivazioni alla base di questa brusca frenata – sostiene il report – dalle mancate prenotazioni durante le vacanze da parte degli utenti, alle ferie degli operatori sanitari, e la progressiva riduzione delle seconde dosi da somministrare“.

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