MESSAGGIO POLITICO ELETTORALE

Covid, De Luca: “Donne incinte ricoverate e un neonato morto. In famiglia erano no-vax”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del consueto aggiornamento alla cittadinanza, ha sollecitato le donne incinte ad effettuare il vaccino anti-covid. Nel farlo ha ricordato il tragico episodio di una mamma, colpita dal covid e costretta a partorire prematuramente. Il neonato, purtroppo, non ce l’ha fatta.

De Luca alle donne incinte: “Dopo i 3 mesi fate il vaccino”

Queste le sue parole: “Abbiamo 4 donne in gravidanza che sono state ricoverate al Policlinico della Federico II. Tutte non vaccinate. Per una di queste si è fatto il parto cesareo per tentare di salvare la vita al neonato. Dopo due mesi però è morto. Nella famiglia di questa donna erano tutti no-vax, nessun vaccinato, così come per le altre tre donne in gravidanza. Faccio appello alle donne in gravidanza perché dopo i 3 mesi si facciano il vaccino perché mettono a rischio la loro vita e quella del bambino che hanno in grembo. Poi ovviamente ogni essere umano è libero di fare le proprie scelte”.

Poi chiarisce: “Il vaccino non garantisce che non ci si contagi ma non abbiamo nessuna persona vaccinata che sia andata in terapia intensiva, sia morta o che abbia sintomi gravi. Ti puoi contagiare anche perché è intervenuta la variante Delta e probabilmente ce ne saranno altre più aggressive ma 9 volte su 10 sei asintomatico e in ogni caso ti salvi la vita. La vaccinazione serve a questo, a salvarsi la vita”.

“Capite che ho qualche motivo anche di arrabbiatura. Tutti quanti prima di farci il vaccino abbiamo pensato. Qualche mese fa c’era una giustificazione. Pfizer non aveva l’autorizzazione definitiva. Oggi c’è. Si pensa che ci stiano adoperando come cavie. Cialtroni. Sono state vaccinate 5 miliardi di persone e non è successo niente.

“Qualunque farmaco tu prenda, anche l’aspirina, l’antibiotico, puoi avere dei danni, uno shock anafilattico. Succede per qualunque sostanza che ingerisci o inietti. Questo non significa niente. Io l’ho fatto prima, quando il 27 dicembre dello scorso anno ho fatto per primo la vaccinazione proprio perché sapevo che sotto acqua c’era questa realtà, subendo anche polemiche idiote. Per quello che mi riguarda mi faccio la terza, la quarta, la quinta vaccinazione”.

Quanto alla terza dose: “Cominceremo a fare il terzo richiamo nelle residenze sanitarie assistite agli immunodepressi. Io darò l’esempio come sempre, non ho nessun timore e nessuna paura. Ognuno di noi starebbe meglio se non fosse chiamato a vaccinarsi ma siccome c’è un problema dobbiamo decidere”. 

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