Napoli, scuola chiusa per 10 giorni causa elezioni. Genitori in protesta: “È insostenibile”

La scuola vive un periodo sempre più complicato, e non solo a causa della pandemia. Alcune scuole di Napoli risentiranno fortemente anche delle elezioni amministrative: è il caso della Cuoco-Schipa, che resterà chiusa 10 giorni (da oggi fino all’11 ottobre) a causa dei programmi di disinfezione.

Per questa ragione i rappresentanti dei genitori in consiglio d’istituto hanno scritto una lettera alle autorità locali, nella quale si esprimono contro il prolungamento della chiusura scolastica post elettorale. La lettera è stata pubblicata dalla Pagina Facebook del comitato “Usciamo dagli schermi”:

Il programma di disinfezione delle scuole post elezioni del 3 e 4 ottobre porterà la chiusura delle strutture scolastiche adibite a seggio elettorale per un periodo che in alcuni istituti si protrarrà fino a lunedì 11 ottobre, superando ogni limite di ragionevole utilizzo per fini elettorali dei plessi scolastici.

Tale impatto non è più sostenibile per genitori, famiglie, lavoratori e lavoratrici. Questa scelta rileva quanto le istituzioni siano scollate dai bisogni del territorio e dalle esigenze di bambin* e ragazz*. L’ interruzione dell’attività didattica per ben dieci giorni, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico è ancora più grave considerando che veniamo da un lungo periodo di emergenza educativa in cui i bambin* e ragazz* napoletan* e campan* sono stati privati della scuola”.

I genitori degli alunni della Cuoco-Schipa hanno dato così il via a una vera e propria protesta, e tappezzato l’ingresso della scuola con striscioni che recano slogan significativi: tra questi, “La scuola fuori dagli schemi-le urne fuori dalla scuola“. Un’idea del tutto plausibile, dal momento che, come sottolineato nella lettera, non mancano i luoghi che potrebbero essere designati come sedi elettorali.

“Nessun tipo di attività è stata messa in campo per individuare immobili da destinare al funzionamento dei seggi elettorali in alternativa all’ordinario utilizzo di strutture scolastiche, nonostante siano stati stanziati finanziamenti da parte dello stato ai comuni per trovare sedi più appropriate!

In via esemplificativa alcuni tipi di edifici che potrebbero ospitare sezioni elettorali, potrebbero essere uffici comunali e sale consiliari; biblioteche e impianti sportivi, comprese le palestre scolastiche, se il loro uso come seggio non impedisca l’attività didattica. Questo mostra come e quanto la scuola sia considerata un elemento sacrificabile e non prioritario; un approccio evidenziato dall’atavico problema del mancato avvio del servizio mensa e del tempo pieno scolastico”.

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