Nube tossica da Airola a Napoli, i dati sulla qualità dell’aria: registrato un aumento dei livelli di particolato

Sull’incendio divampato ieri pomeriggio ad Airola, l’amministrazione comunale ha diffuso un aggiornamento dell’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) relativo ai dati sulla qualità dell’aria.

Incendio Airola, Arpac: dati sulla qualità dell’aria

Subito dopo l’incendio, scoppiato all’interno di un capannone di un azienda produttrice di componenti in plastica per il settore automotive, i tecnici del Dipartimento Arpac di Benevento hanno avviato le indagini ambientali. I disagi hanno riguardato non solo il Beneventano in quanto la nube tossica ha raggiunto anche le zone di Napoli e Caserta.

Di qui i risultati del monitoraggio aggiornati e comunicati dal Comune di Airola: “L’incendio ha determinato la formazione di una colonna di fumo nero che, trasportata da una sostenuta ventilazione generalmente da NE, si è propagata verso SO raggiungendo anche l’area metropolitana di Napoli. Tale ventilazione continuerà anche nella giornata di oggi contribuendo a disperdere eventuali sostanze inquinanti ancora presenti nell’ambiente”.

All’interno dell’area interessata, al momento, le stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria non hanno registrato superamenti dei limiti di legge in nessuno dei parametri analizzati. Tuttavia, per alcune ore, e limitatamente ad alcune zone, è stato registrato un significativo aumento della concentrazione del particolato.

Nello specifico: “Nella stazione che si trova presso il Museo Nazionale di Napoli le concentrazioni di PM10 hanno raggiungo il maggior valore orario pari a 114,8 µg/m3 – microgrammi per metro cubo (PM2.5: 94,1 µg/m3). Picchi meno elevati ma comunque significativi sono stati rilevati nelle stazioni di Pomigliano d’Arco (35,5 µg/m3, PM2.5: 34,6 µg/m3) e di Napoli Ferrovia (60,8 µg/m3, PM2.5: 41,9 µg/m3)”.

“In tutti questi casi la situazione è rientrata rapidamente e le concentrazioni medie giornaliere di particolato di ieri sono rispettivamente 22,6 µg/m3, 16,2 µg/m3 e 20,3 µg/m3, quindi al di sotto del limite di 50 µg/m3 che la norma stabilisce non debba essere superato più di 35 volte nel corso di un anno civile”.

E’ importante sottolineare, tuttavia, che tali aumenti possono essere registrati anche in assenza di incendi per cui il legame con la vicenda di Airola, seppur altamente possibile, non è certo. Intanto, a causa del forte vento che sta interessando l’intera Regione, per tutta la giornata di oggi continuerà la dispersione degli inquinanti.

Intanto il Presidente dell’Ordine dei Biologi, Vincenzo D’Anna, ha lanciato un appello ai sindaci e all’intera popolazione sui rischi connessi alla salute dei cittadini.

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