Napoli è la città meno cara d’Italia: i dati dell’Istat

Bonus spesa Covid-19Napoli è la città meno cara d’Italia, con un’inflazione meno importante rispetto alle altre città (solo il 3,2%) ed un incremento della spesa annua di una famiglia tipo di 700 euro, che salgono a 913 per una famiglia di quattro persone. Però è in aumento rispetto al mese di ottobre (2,8%).

Istat, Napoli è la città meno cara

A dirlo è lIstat, che ieri ha reso noti i dati dell’inflazione nel nostro Paese in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, per quanto riguarda l’aumento del costo della vita.

A guidare la classifica è Bolzano, la più cara tra le città con più di 150mila abitanti. Mentre nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti l’inflazione più elevata si osserva a Catania (+5,0%), Genova (+4,6%), Messina e Trieste (+4,5% per entrambe), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano a Modena, Ravenna e Torino (+3,0% per tutte e tre) e a Venezia (+2,9%).

Tra le regioni più costose la Campania è tra quelle più economiche e si piazza al diciannovesimo posto, con un’inflazione del 3,5% e incremento annuo di spesa di 639 euro per famiglia. La Liguria risulta essere la più cara, con un’inflazione a +4,2% e un aggravio medio pari a 942 euro su base annua per famiglia.

A novembre sono aumentati i consumi rispetto ad ottobre

A novembre, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,9% su base annua, da +3,2% di ottobre (Prospetto 6). Le ragioni prevalenti dell’accelerazione dell’IPCA sono analoghe a quelle che spiegano quella del NIC per cui, in termini di divisioni di spesa, a causa della dinamica dei prezzi dei prodotti energetici, risultano in accelerazione i prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (da +11,4% di ottobre a +14,1%) e dei Trasporti (da +8,7% a +10,5%). Accelerano poi anche i prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +1,1% a +1,4%), quelli dei Servizi ricettivi e di ristorazione (da +2,6% a +2,8%), mentre quelli delle Comunicazioni registrano una flessione più ampia (da -1,8% a -2,7%).

La crescita dei prezzi dei servizi (che passano da +1,3% a +1,7%) è dovuta essenzialmente all’accelerazione di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +3,7%; +0,2% su base mensile). Rallentano invece i prezzi dei Beni durevoli (da +1,0% a +0,4%; -0,3% su base mensile), anche per gli effetti del Black Friday.

Fonti:

-Istat


– Comunicato relativo alle variazioni dell’indice intera collettività del mese di novembre 2021

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