Cosa sappiamo della variante Omicron: tempi di incubazione ridotti e sintomi

sintomi omicronLa variante Omicron sta diventando la prelevante in tutto il mondo. Essa si caratterizza secondo alcuni studi per una maggiore diffusione e rapidità di contagio. Ma altri studi non confermano tali dati. Per individuarla è necessario fare il sequenziamento sul tampone risultato positivo anche se alcuni sintomi la differenziano dalle altre varianti del covid.

VARIANTE OMICRON: TEMPI DI INCUBAZIONE E SINTOMI

Un gruppo di scienziati inglesi ha infatti analizzato i risultati raccolti da un’app ZOE COVID STUDY, lanciata a marzo 2020, che permette agli utenti di inserire informazioni sulla propria sintomatologia. Dai dati è emerso che in media una persona su 57 nel Regno Unito ha attualmente sintomi. Sono stati messi a confronti allora i sintomi della variante Delta con quella Omicron sui positivi di Londra.

Questa analisi iniziale non ha rilevato differenze evidenti nei primi sintomi (3 giorni dopo il test) tra Delta e Omicron:

I primi cinque sintomi riportati nell’app ZOE erano: Rinorrea; Male alla testa; Affaticamento (lieve o grave); starnuti e Mal di gola. Solo il 50% delle persone ha avuto febbre, tosse, perdita dell’olfatto o del gusto. Qualcuno ha anche riferito una perdita di appetito e la cosiddetta “nebbia mentale” o “nebbia cognitiva”“.

La perdita dell’olfatto, caratteristica fondamentale prima per comprendere se si aveva il covid, non può essere un criterio per la variante Omicron. Più del 50% dei casi infatti non lo perde mentre aumenta la frequenza cardiaca e i dolori alla schiena. Si registra inoltre un incremento di casi di contagio anche tra persone vaccinate con doppia dose. La variante Omicron dà quindi una sintomatologia più simile al raffreddore ma ha tempi di incubazione molto rapidi, appena tre giorni contro i 5/6 della Delta. Diversi i casi in Campani, gli ultimi a Giugliano.

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