Tutto quello che i bollettini Covid non ci dicono e che dovremmo sapere

Bollettini Covid Campania. Quasi settemila e duecento. E’ la cifra record – negativa si intende – dei positivi al Covid registrata ieri in Campania. Un’impennata decisa che si abbraccia pericolosamente con i dati nazionali, anche quelli da far tremare i polsi: 78.313. In entrambi i casi stiamo parlando di numeri così alti mai visti da inizio pandemia ad oggi.

Una domanda che ci frulla in testa in queste ore è semplice eppure chi preposto non ha, al momento, fornito le informazioni adeguate per rispondere al “perché?”, a cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni e settimane.

La cadenza puntuale dei bollettini ci riferisce il numero dei test effettuati nelle ultime 24 ore, quanti tra questi sono risultati positivi, la cifra – non sempre aggiornata celermente – dei deceduti, il volume dei posti letti occupati e disponibili in degenza e l’entità dei posti letto riservati alla terapia intensiva e di quelli ancora a disposizione.

Bollettini Covid insufficienti

Numeri che non fanno più paura, non provocano sconcerto tra i cittadini assuefatti dal tempo che scorre a leggere ed ascoltare le cronache quotidiane sulla pandemia. E se pure proviamo a incrociare tutti i dati dei bollettini regionali e nazionali, si fa una certa fatica a trovare delle risposte, informazioni utili a rendere consapevoli e realmente informati i cittadini.

E’ lecito attendersi di sapere ad esempio dei settemila positivi di ieri, quanti di questi sono vaccinati e quanti, invece, no e tra i vaccinati quanti con prima, seconda e terza dose. E se per mesi e mesi ci hanno bombardato le orecchie convincendoci che il vaccino sia l’unica arma a nostra disposizione per sconfiggere il virus, sarebbe importante conoscere se esiste una differenza più o meno sostanziale nel decorso della malattia tra i vaccinati e i no vax. La rassicurazione di non finire in una terapia intensiva se contagiati con il vaccino non può bastare a renderci più tranquilli e coscienti.

Servono numeri diversi, più precisi. Con dettagli capaci di fornirci risposte adeguate e forse in grado di convincere quella fetta di popolazione che ancora mostra riserve nei confronti della campagna vaccinale. Invece si ha la netta sensazione che si preferisca proseguire sulla via della paternale ai giovani della movida oppure all’utilizzo di una dialettica muscolare – a tratti anche offensiva – quando ci si riferisce agli indecisi del vaccino. Ad oggi questa strategia imboccata tempo fa dal Governatore De Luca non ha raccolto i frutti sperati.

Potrebbe anche interessarti