Manuela Arcuri su Pupetta Maresca: “Donna coraggiosa”. Schiaffo alle vittime di camorra

E’ polemica sull’addio di Manuela Arcuri ad Assunta “Pupetta” Maresca.

Pupetta Maresca, l’addio di Manuela Arcuri

Lady camorra, come veniva definita, è morta il 30 dicembre scorso all’età di 86 anni. L’attrice l’ha ricordata sui social pubblicando le foto insieme a lei, accompagnate da una didascalia che ha sollevato un bel po’ di polemiche che già la fiction del 2013 in onda su Canale 5 aveva generato.

Assunta Maresca, una donna coraggiosa, forte, senza paura, agiva di impeto.. sbagliando più volte: “ho pagato con le mie lacrime le mie scelte!” Così racconta la sua tormentata vita, che io nel 2013 ho interpretato in una delle mie fiction di maggior successo. Addio Pupetta RIP“, ha scritto Manuela Arcuri.

La fiction del 2013 di Canale 5

Manuela Arcuri nella fiction di Canale 5 del 2013 “Pupetta Maresca – Il coraggio e la passione”, interpretò il personaggio di spicco della camorra attiva negli anni Ottanta. Il film diede una versione “addolcita” di Pupetta e del suo operato. Tante furono le polemiche, tra queste quelle di Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo ucciso per mano della camorra, e di Lorenzo Clemente, marito di Silvia Ruotolo, morta a Napoli a causa di un proiettile vagante.

Vietati i funerali

Subito dopo la morte di Pupetta Maresca il Questore e il Prefetto di Napoli, hanno vietato i funerali pubblici, inizialmente previsti per il 31 dicembre nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova. E’ stata autorizzata solo la benedizione della salma al cimitero.

La denuncia al post di Manuela Arcuri arriva anche dal consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli:

Sono rimasto esterrefatto nel leggere il ricordo di Pupetta Maresca postato da Manuela Arcuri sui social. L’attrice, che ne ha interpretato il ruolo in una discutibile fiction di qualche anno fa, ne ha parlato come di ‘una donna forte e coraggiosa che agiva d’impeto’, omettendo completamente il suo ruolo di primo piano come donna di camorra, condannata anche per omicidio, al fianco di boss spietati e sanguinari. Un vero e proprio schiaffo in pieno volto a tutte le vittime innocenti della criminalità e della camorra e alle loro famiglie molte delle quali, ancora oggi, chiedono giustizia. Mi auguro che l’attrice riveda ciò che ha scritto e con grande rammarico noto che sono stati davvero in pochi a prendere le distanze da questa stucchevole glorificazione di una donna che ha commesso crimini violenti. Nel nostro Paese è in corso una vera e propria battaglia per arginare la cultura della violenza e dell’apologia dei clan e dei camorristi e ognuno deve fare la propria parte. Come ha fatto la Questura, vietando su mia richiesta i funerali pubblici, o il giornale inglese ‘Guardian’ che ha dato risalto alla battaglia per impedire l’ennesimo tributo pubblico ai clan. Lo star system non deve tirarsi indietro e chi ha la responsabilità di essere personaggio pubblico ha il dovere di dire tutta la verità, fino in fondo. Soprattutto quando si parla di modelli che non vanno assolutamente seguiti o glorificati“.

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