Medico ex no vax si pente: “Ho visto morire un ragazzo di 29 anni di covid. La sento come una mia colpa”

Il medico Pasquale Bacco, originario di Battipaglia ed ex leader dei no vax, si è dichiarato pentito del suo orientamento contro il vaccino anti-covid schierandosi a favore del farmaco e della sua efficacia.

Pasquale Bacco, ex no vax pentito si schiera a favore del vaccino anti-covid

Dapprima portavoce delle teorie no vax, Bacco ha capovolto del tutto le sue posizioni affermando la letalità del covid e l’importanza dell’immunizzazione. In un’intervista rilasciata a Claudio Mazzone de ‘Il Corriere del Mezzogiorno’, ha dichiarato: “Ho cambiato idea quando ho visto morire un ragazzo di 29 anni di covid. Nel cellulare aveva i video dei miei comizi sui palchi no vax. La famiglia mi disse che era un mio fan. Non me lo dicevano con rabbia e questo mi ha fatto ancora più male. Quella morte me la sento come una mia colpa. Quando ho visto con i miei occhi la realtà ho capito che mi ero sbagliato”.

Lui stesso si è vaccinato e ha deciso di non fare ricorso all’Ordine dei Medici, per la sospensione di sei mesi che gli è stata inflitta, proprio per aver compreso il suo sbaglio: “Credo che noi che siamo saliti su quei palchi qualche morto sulla coscienza ce l’abbiamo. Siamo stati dei grandi codardi tutti noi no vax. Andavamo nelle piazze e sapevamo che le persone volevano sentire cose forti quindi provocavi sempre di più”.

Di qui le fake news più comuni come ‘di covid non è morto nessuno’ o ‘le bare di Bergamo erano tutte vuote’. Bacco definisce il movimento no vax come una vera e propria fede: “Per loro diventi un Dio. Ti chiamano perché è nato il loro figlio o per lasciarti una nuda proprietà. Entri in una follia assoluta. I no vax sono persone impaurite che trovano in te una sicurezza”.

Iniziative che, stando alle sue parole, celerebbero anche interessi economici: “Avevo tutto. I clienti privati si erano moltiplicati e per una visita potevo chiedere qualsiasi cifra. Come me tanti professionisti. Ci sono avvocati che chiedono decine di migliaia di euro per ricorsi che sanno già essere perdenti. C’è stata una mente economica dietro tutto questo. Per due anni era come se ci fosse un marchio no vax. Essere no vax può essere un business”.

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