Dati Istat, la pandemia aumenta i decessi e blocca le nascite al Sud: in due anni -616mila italiani

istat nascite covidL’Italia si sta spopolando. A dirlo sono i dati diffusi dall’Istat che evidenziano come al 31 dicembre dello scorso anno la popolazione residente nel nostro Paese sia inferiore di circa 253 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Nei due anni di pandemia il calo di popolazione è stato di quasi 616 mila unità soprattutto per effetto del saldo naturale (decessi e nuove nascite, per la prima volta sotto le 400 mila). Negli ultimi due mesi si registra un piccolo segnale di ripresa ma è ancora troppo poco.

DATI ISTAT, COME INFLUISCE IL COVID SU NASCITE E DECESSI

Il decremento delle nascite si è registrato soprattuto al Sud:

Il deficit dell’anno 2021 dovuto alla dinamica naturale è riscontrabile in tutte le regioni, tranne nella provincia autonoma di Bolzano. Il tasso di crescita naturale, pari a -5,2 per mille a livello nazionale, varia dal +0,2 per mille di Bolzano al -9,5 per mille del Molise. Le regioni che più delle altre vedono peggiorare il tasso naturale (oltre l’1,5 per mille in meno rispetto al 2020) sono il Molise (-9,5 per mille) e la Calabria (-5,4 per mille). Il calo delle nascite prosegue nei primi due mesi del 2021: a gennaio si registra la massima contrazione a livello nazionale (-13,4%), con un picco nel Sud (-15,0%)“.

Anche il tasso di mortalità è aumentato con il covid:

Il totale dei decessi (709.035) risulta in diminuzione rispetto all’anno precedente (oltre 30 mila decessi in menovi) ma è significativamente superiore alla media 2015-2019 (+9,8%). A differenza di quanto accaduto nel 2020, l’eccesso di mortalità rispetto alla media 2015-2019 non è concentrato al Nord ma si manifesta su tutto il territorio. È nel Mezzogiorno che si osserva l’eccesso di mortalità maggiore dell’anno 2021 rispetto al periodo 2015-19 (+12,9% di decessi), con regioni come Puglia (+18,5%) e Molise (+14,6%) ben sopra la media nazionale (+9,8%)“.

AUMENTO FLUSSO MIGRATORI

In compenso si registra una ripresa dei movimenti migratori (+2,7%, il tasso migratorio con l’estero dall’1,5‰ del 2020). E segnali positivi si registrano anche da un leggero aumento dei matrimoni (anche se ancora marginale al Sud) e delle unioni civili.

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