Il sottosegretario Costa: “Ritorno alla normalità per tutti. Quarta dose? Meglio un richiamo annuale”

costa normalità In questi ultimi giorni, con l’aumento della curva dei contagi covid nonostante la fine dello stato d’emergenza, si sta valutando se fare o meno la quarta dose di vaccino. Una dose che potrebbe essere necessaria per i fragili e gli over 60 e che potrebbe diventare una sorta di richiamo annuale come l’influenza.

IL SOTTOSEGRETARIO COSTA: “RITORNO ALLA NORMALITA'”

Ad anticipare alcuni punti è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa che risponde ad alcune domande fatte dalla giornalista Margherita De Bac in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. L’impegno del governo era eliminare gradualmente le restrizioni in vista dell’estate, se il governatore De Luca è favorevole a mantenere le mascherine anche al chiuso, Costa spiega:

Lei è convinta che la gente abbia tutta questa voglia di toglierle? Io no, anzi scommetto che molti continueranno a portarla. Non c’è dubbio che i casi siano aumentati in modo rapido e forse inaspettato, adesso però sembrano essersi stabilizzati. La crescita dei contagi non ha avuto un corrispettivo negli ospedali, dove la pressione non si è sentita. Il 92% degli italiani è protetto dal vaccino e c’è chi ha preso l’infezione sviluppando l’immunità naturale. Probabilmente, mi dicono gli scienziati, stiamo entrando finalmente nella cosiddetta fase endemica, di convivenza col virus. Insomma esistono tutti i presupposti per dare una prospettiva di pieno ritorno alla normalità dopo due anni di regole e sacrifici. Fine dell’emergenza non significa fine del virus che continua a circolare. Per i vaccinati il Paese aveva già riaperto il 26 aprile del 2021, con l’allentamento delle prime restrizioni. Ora il ritorno alla normalità vale per tutti, anche per chi ha rifiutato di ricevere le dosi“.

SULLA QUARTA DOSE

Sulla quarta dose:

È un errore di comunicazione chiamarla così. Quarta dose, quinta dose… alla fine perderemo credibilità e la gente penserà che le dosi non servono a nulla. Meglio insistere sul concetto di richiamo annuale, come per l’influenza, da programmare in autunno“.

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