Vaccino contro i tumori epatici, Napoli guida la sperimentazione: è il primo al mondo

Dopo sette anni, la sperimentazione internazionale di Hepavac sul vaccino contro il tumore al fegato, coordinata dall’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, entra nella letteratura scientifica con i primi risultati resi noti dalla prestigiosa rivista americana Clinical Cancer Research. Un orgoglio per i ricercatori del Pascale intenzionati a perseguire la strada per sconfiggere il cancro epatico.

Vaccino contro il tumore al fegato: primi risultati della ricerca guidata dal Pascale

Nell’ottobre 2018 al Pascale fu vaccinato il primo paziente con Hepavac, il primo attualmente sperimentato per la prevenzione del cancro al fegato da un team internazionale di ricercatori, coordinato dall’immunologo del polo partenopeo Luigi Buonaguro.

A distanza di quattro anni, sulla rivista Clinical Cancer Research dell’American Association for Cancer Research, sono stati pubblicati i risultati di quella sperimentazione clinica di fase I che ha coinvolto diversi Paesi e persone arruolate.

Composto da 16 peptidi che rappresentano nuovi antigeni tumorali, espressi specificamente da cellule tumorali del fegato, l’obiettivo finale di Hepavac è quello di indurre una risposta immunitaria nei pazienti nei confronti del tumore epatico per contenere lo sviluppo e la progressione della patologia. Ciò porterebbe anche all’assenza o ad un ritardo della ricomparsa del tumore.

Nel corso della sperimentazione gli effetti collaterali osservati nei pazienti sono stati di minima entità. In generale i dati emersi si possono definire estremamente interessanti e promettenti, ponendo le basi successive per continuare lo studio clinico su un numero maggiore di pazienti.

Sono stati arruolati 80 pazienti e, dopo gli screening di valutazione, ne sono stati vaccinati 20. I risultati hanno dimostrato la totale ‘safety’ del vaccino con effetti avversi di basso grado a rapida risoluzione. La risposta immunologica dei pazienti è stata significativa con induzione di cellule T specifiche per gli antigeni vaccinali. Inoltre, dati preliminari mostrano un aumento del periodo libero da malattia nei pazienti vaccinati” – ha commentato il dott. Buonaguro, direttore del laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi del Pascale.

Un risultato reso possibile non solo dal lavoro sinergico a livello internazionale ma anche all’interno dello stesso Pascale con il coinvolgimento di varie unità operative. Tra tutte, quelle del chirurgo Francesco Izzo, direttore della Struttura Complessa Epatobiliare per l’arruolamento ed il follow up dei pazienti, e dell’oncologo Paolo Ascierto, capo dipartimento Melanoma e Terapia Innovative, per la gestione della sperimentazione clinica di fase I.

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