Vaiolo delle Scimmie, l’Italia sta valutando le quarantene e i vaccini: chi potrebbe farli

Salgono a sei le persone in Italia (5 a Roma, 1 ad Arezzo) affette da vaiolo delle scimmie. Ieri è arrivata una circolare del Ministero della Salute che dispone di considerare il vaccino anti-vaiolo per i contatti a rischio e i sanitari. A firmarla è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, che indica segnalazioni, tracciamento dei contatti e gestione dei casi di monkeypox.

Vaiolo delle Scimmie, la circolare del 25 maggio 2022

La vaccinazione post-esposizione, idealmente entro 4 giorni dall’esposizione” al virus del vaiolo delle scimmie “può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici“, scrive il Ministero.

L’adozione di contromisure di tipo medico farmacologico, inclusi specifici antivirali – si spiega – può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse“.

Al momento sono 68 i casi confermati di vaiolo delle scimmie registrati in Stati membri dell’Unione Europea e almeno 42 casi in fase di indagine. Al 23 maggio non si sono registrati casi di decesso.

Per le quarantene, la circolare precisa che “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”.

Inoltre la circolare precisa che i contatti asintomatici “non devono donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza”.

Inoltre “devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. I sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, eruzione cutanea e linfoadenopatia”.

Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di caso monkeypox “devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni”.

A rischio l’attività sessuale

Anche in assenza di viaggi in zone endemiche, si considera che la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso un contatto stretto, ad esempio durante le attività sessuali, è considerata alta. La probabilità di trasmissione tra individui senza contatto stretto è considerata bassa”, si spiega nella circolare.

La trasmissione avviene attraverso il contatto stretto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee di una persona infetta, nonché attraverso droplet in caso di contatto prolungato faccia a faccia e attraverso fomiti. Inoltre, il virus può essere trasmesso per contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta, il contatto di mucose o cute non intatta con lesioni esantematiche aperte o con oggetti contaminati come fomiti o indumenti”.

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