Video. Inscena suicidio sui binari, ecco cosa vuole denunciare…

 

suicidio L’ironia si sa, è l’arma migliore per affrontare i problemi con un’ottica diversa, ma cosa succede se viene usata per denunciare lo stato di abbandono di un importante sito cittadino?

La ‘simpatica denuncia’, nasce dall’idea di due abitanti di Portici, Alberto Guarino e Massimiliano Napolitano, che decidono di puntare i riflettori sulla Stazione Ferroviaria del Granatello.

Chiusa subito dopo il crollo di un muro di Villa d’Elboeuf in prossimità della stazione, la rete ferroviaria del Granatello è deserta ormai da diversi mesi a causa del mancati lavori, costringendo così i cittadini a viaggiare con autobus che momentaneamente sostituiscono i treni.

A chi comunicare l’esigenza della riapertura di una stazione di fondamentale utilità per molti utenti? Ma sopratutto quali parole usare per attirare l’attenzione? La risposta dei simpatici amici di Portici è semplice e di effetto, un video in cui si mette in scena il tentativo di suicidio mal riuscito, di un ragazzo disteso sui binari, in attesa che passi il treno, un’attesa infinita dal momento che quei binari aspetteranno ancora molto prima di essere accarezzati nuovamente dalle roventi rotaie di un treno in corsa.

“Ma in questo paese uno adesso non si può nemmeno suicidare?” . La frase del protagonista del video fa sorridere e al tempo stesso riflettere. La prima linea ferroviaria fu proprio la Napoli- Portici, motivo di vanto e prestigio per gli abitanti della Campania che oggi invece sono costretti ad ammettere che in quella stazione ‘non ci puoi neanche morire’, visto che i lavori per la sua riapertura sembrano lontani anni luce.

Fortunatamente però un fascio di luce arriva, ma non si tratta ancora di un treno in corsa, bensì della notizia di un inizio dei lavori.

Sarà davvero così? Ci speriamo e attendiamo sviluppi .

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