Febbre del Nilo, in Campania c’è il primo caso: positivo un cavallo morto

Si registra in Campania il primo caso di febbre del Nilo, il virus trasmesso mediante puntura di zanzara: è stato rilevato a Castel Volturno, in provincia di Caserta, su un cavallo deceduto. La malattia può, infatti, essere trasmessa dall’insetto al cavallo e all’uomo. A renderlo noto è Il Corriere del Mezzogiorno.

Campania, primo caso di febbre del Nilo

Gli organi e l’encefalo dell’animale, colpito da sintomatologia neurologia, sono stati analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno a Portici, al laboratorio Malattie Esotiche e trasmesse da Insetti Vettori. Qui è stata accertata la positività al virus, confermata successivamente anche dal Centro di Referenza Nazionale.

Sono stati diversi i casi accertati in Italia in questi ultimi anni, soprattutto negli anziani. Soltanto lo scorso luglio, in Veneto, sono stati 4 i decessi in soli 5 giorni causati dal West Nile. Il periodo di incubazione del virus, dal momento della puntura della zanzara infetta, varia dai 2 ai 14 giorni, estendendosi a 21 per le persone con deficit a carico del sistema immunitario.

Febbre del Nilo: i sintomi

Generalmente si presenta senza sintomi o con disturbi leggeri quali: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Nei casi più gravi, tuttavia, può causare paralisi, coma, effetti neurologici permanenti o encefaliti letali (1 caso su 1.000).

A seguito della positività riscontrata è stata immediatamente attivata l’Unità di Crisi della Regione Campania come spiegato dal direttore dell’Istituto Zooprofilattico, Antonio Limone: “Non avevamo in Campania casi di questa malattia. Abbiamo attivato tutti i meccanismi di isolamento e contenimento della malattia”.


“Stanno partendo operazioni di prelievi per accertare eventuali altre positività su equidi, pollame e zanzare presenti in zona e sulle persone coinvolte nel focolaio e un’azione di disinfestazione per le zanzare. In questa maniera impediremo la diffusione di questa malattia che in Italia ha già causato 28 decessi e 551 infetti. Siamo in allerta, la rete di epidemiosorveglianza attivata tenderà a contenere il focolaio in modo da impedirne la diffusione” – ha concluso.

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