Autonomia differenziata, coordinamento regionale scrive a De Luca: “È uno Spacca-Italia”

Lettera aperta a Vincenzo De Luca sull'autonomia differenziata


Una lettera aperta sul tema dell’autonomia differenziata è stata indirizzata al presidente Vincenzo De Luca da parte del coordinamento regionale che si oppone alla proposta targata Lega in discussione in Parlamento.

Autonomia differenziata, lettera aperta a De Luca

Un gruppo di cittadini, associazioni e partiti politici che si sono organizzati per dire no alla proposta prontamente ribattezzata “Spacca Italia”: il coordinamento ha sollecitato al presidente della Regione Campania un intervento deciso nei confronti del governo centrale, cogliendo la posizione fermamente critica già espressa da De Luca sul tema. Ecco il testo della lettera:

Egregio Presidente De Luca, abbiamo registrato con favore le Sue recenti prese di posizione contro l’Autonomia Regionale Differenziata. Noi la chiamiamo ‘Spacca Italia’.

Spacca-Italia non solo in senso geografico, dal momento che tende a dividere il Paese in una ventina di entità politico-amministrative l’una autonoma dall’altra, ma anche – e soprattutto – nel senso dei diritti sociali; avrebbe, infatti, come inevitabile effetto, l’impennata insostenibile delle disuguaglianze, con l’aggravamento delle già oggi pesantissime disparità quantitative e qualitative nella fruizione dei servizi primari di cura, istruzione e mobilità. Inoltre solidificherebbe, e, anzi, accrescerebbe ulteriormente tanto gli squilibri territoriali sul piano dell’economia e dell’occupazione quanto le differenze di reddito e di salario tra le varie regioni”.

“L’Italia è sull’orlo del baratro”

“L’Italia è davvero sull’orlo di un baratro. Ma non serve a nulla lamentarsi. Non serve neppure riandare a come si sia arrivati a questo enorme disastro e a quanto siano state gravi le responsabilità dei governi, di tutti i governi della Seconda Repubblica, quelli di centrosinistra non meno che quelli di centrodestra. Vogliamo lasciarci alle spalle anche le passate difformità di risposta al progetto leghista di autonomia differenziata”.

Del resto, alla luce delle Sue recenti prese di posizione, confidiamo vada ormai da sé che la Sua precedente intenzione di avviare il regionalismo campano debba intendersi superata. Tanto più che abbiamo oggi di fronte – in combinato disposto col ‘premierato’ caldeggiato da Fratelli d’Italia – non soltanto un Disegno di Legge obiettivamente devastante per tutte le aree già in sofferenza del Paese, e in particolare per la Campania e per il Sud, ma una brutale aggressione ai fondamenti democratici dell’Italia”.

Le richieste al presidente De Luca

“In sostanza, signor Presidente, noi oggi Le scriviamo per sollecitare, da parte dell’Ente che Ella guida, un più aperto e fattivo impegno nella battaglia contro l’Autonomia Differenziata. La qual cosa significa, per noi, tre immediate e semplici azioni, che rientrano direttamente nell’iniziativa politico-amministrativa della Regione:

L’effettiva predisposizione, da parte della Giunta Regionale, per il tramite di un apposito gruppo di lavoro, di tutta la strumentazione giuridica necessaria per indirizzare, non appena il Disegno di Legge sull’Autonomia Regionale venga approvato anche dalla Camera dei deputati (cosa purtroppo assai probabile), un formale quesito alla Corte Costituzionale sulla costituzionalità di una legge così scellerata. Ella, signor Presidente, ha dichiarato di aver già maturato tale intenzione, ma la celerità dell’iniziativa è sostanziale;

Il varo urgente, in Consiglio Regionale, di un Dispositivo solenne di indirizzo programmatico che affermi il rifiuto di principio dell’Autonomia Regionale Differenziata e l’esplicita volontà di non-utilizzo delle possibilità previste dalla Legge. Con tale Dispositivo, la Regione Campania si impegnerebbe a non richiedere la devoluzione di alcuna materia delle 23 elencate dalla Legge Calderoli, di cui si paventa l’imminente vigenza: ciò proprio perché giudica principi irrinunciabili la salvaguardia unitaria della comunità nazionale e la coesione sociale del Paese;

Un Suo specifico e personale impegno, signor Presidente, sempre nell’ambito delle Sue prerogative, a sostegno di tutte le iniziative di mobilitazione collettiva contro questa perversa Legge, con l’obiettivo che venga ritirata e che comunque non si producano ulteriori atti a carattere esecutivo.”

Una manifestazione contro l’autonomia differenziata

“Giudichiamo necessarie, in particolare, sia una manifestazione nazionale a Napoli (noi la proponiamo per il 16 marzo) che una tempestiva iniziativa specifica a Roma, finalizzata a consegnare, con ampia delegazione istituzionale e di massa, una Pubblica Lettera al Presidente della Repubblica.

Riteniamo, infatti, che vada chiesto palesemente alla massima carica dello Stato di intervenire nella discussione, invitando formalmente Camere e Governo ad un riesame complessivo della questione delle Autonomie Territoriali e a soprassedere, nelle more di tale esame, su ulteriori azioni attuative.

Fiduciosi di avere la Sua attenzione, ci dichiariamo disponibili a collaborare con tutte le Istituzioni che assumano con chiarezza una posizione di contrasto all’Autonomia Regionale differenziata”.

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