Solidarietà per De Magistris: un Baritono del San Carlo non mangia da sei giorni

Sergio Valentino


Stamane la redazione di Vesuviolive.it è riuscita ad intervistare il Maestro Sergio Valentino, il quale da circa sei giorni svolge lo sciopero della fame, da come si evince dalle sue parole: “ho sentito fosse il momento di procedere con un tipo di protesta che fosse diversamente visibile, per dare un senso più forte all’argomento che a Napoli noi cittadini attivi tentiamo di portare avanti da tempo”.
Valentino, Baritono di spessore presso il San Carlo di Napoli, è ben conosciuto da molti cittadini napoletani, in particolare per la sua partecipazione all’evento “Io sto con Luigi de Magistris”, accompagnato dal suo fedele gatto, Rossini. In un periodo storico come il nostro, il gesto del Maestro Valentino risulta essere estremamente significativo, ed è possibile evincerlo dall’intervista che, vi riporteremo qui di seguito:
 Maestro Sergio Valentino qual è il motivo per cui ha iniziato una protesta così significativa, capace di mettere a rischio la propria vita?– Dopo le ultime vicissitudini relative al nostro sindaco, più volte attaccato con azioni giudiziarie, e quando si è poi arrivati al punto di tentare, con azioni forzose, di azzerare la sua giunta e “staccare la spina”, ho scelto di optare per una azione che fosse una provocazione contro gli attacchi che influiscono sulla nostra stessa città. Ne va della nostra stessa pelle: se noi, che abbiamo fame di giustizia, dobbiamo mordere il freno e essere uccisi nello spirito come nel corpo (vedi Terra dei Fuochi ) allora bisogna essere coraggiosi e dare prova che Napoli non dorme, e che possiamo scegliere solo noi ciò di cui abbiamo diritto: e una guida eletta in maniera equa e democratica, che sentiamo nostro rappresentante più di chiunque altro in passato, non può essere interdetto per meri interessi politici e privati!In passato è stato già protagonista di un’azione del genere?

– Se si escludono i “fioretti” che si facevano da bambino, e che non duravano che qualche ora o al massimo un giorno e per i soli dolci, e se non consideriamo le inappetenze d’amore della pubertà, posso dire che è la primissima volta che scelgo di intraprendere un’iniziativa del genere.

3) Perché scioperare non mangiando piuttosto che scioperare in maniera diversa?

– Nella vita come nel lavoro, ho portato avanti scioperi diversi e spesso con pochi risultati. Ora ho sentito fosse il momento di procedere con un tipo di protesta che fosse diversamente visibile, per dare un senso più forte all’argomento che a Napoli noi cittadini attivi tentiamo di portare avanti da tempo. E’ tutta questione di orgoglio: se senti di appartenere a un qualcosa in cui credi, allora devi optare per ogni tipo di sistema lecito per farti ascoltare.

4) A riguardo, il Dott. De Magistris è stato informato? E’ riuscito a mettersi in contatto con lei per ringraziarla o diversamente, per chiederle di preservare la propria salute?

– Il rapporto di stima che nutro verso il mio sindaco mi ha portato a scegliere di informarlo della mia iniziativa via mail, spiegando il senso profondo che mi anima e che vuole essere un modo di dimostrargli solidarietà ma anche e soprattutto un moto di quell’orgoglio di cui ho accennato, e che mi fa temere in un annullamento dei progressi ottenuti durante questo triennio di giunta de Magistris. Il Sindaco è rimasto positivamente colpito, oserei dire commosso dalla mia scelta, e mi ha ringraziato di cuore per la mia vicinanza alla causa comune. Egli sa anche che saprò gestire la cosa dal punto di vista salutistico.

5) Il giorno 22 il Tar si pronuncerà: se l’esito dovesse essere negativo cosa pensa di fare?

– Come ho annunciato anche al Sindaco de Magistris, non intendo interrompere la protesta fino a quando egli non sarà riabilitato nel suo ruolo di Primo Cittadino di Napoli.

6) Secondo lei dopo gli avvenimenti di questi mesi che hanno visto la perdita di Ciro Esposito, le inchieste televisive riguardo il caffè, nonché la pizza di Napoli, la sospensione del Sindaco Luigi de Magistris, il commissariamento di Bagnoli: le fanno pensare che la città in cui vive sia sotto assedio?

– Più che “sotto assedio”, io direi “sotto tiro”: quello che oggi vediamo è un attacco da più punti che pare avere un obiettivo preciso: tentare di smentire i pregi e le dimostrazioni di apprezzamento che Napoli riceve anche dall’estero, e che sono dimostrati dai numeri. Napoli è da sempre un piatto assai appetibile per chi ha bisogno di potere, e chi vuole mettere le mani su qualcosa che reputa importante per i propri fini utilizza ogni mezzo, anche quello di attaccare e screditare quello stesso prodotto al fine di conseguire il suo utile.

7) Ritiene che i poteri forti – vedasi le lobby degli inceneritori e delle discariche, le fondazioni, i gruppi sociali, altresì i partiti politici – vogliano speculare sulla città di Napoli?

– E’innegabile che un qualche tornaconto privato nonché politico in questi attacchi ci sia: sono convinto che, attaccando Napoli, si voglia in realtà colpire de Magistris per neutralizzarlo e renderlo innocuo, e questo non può che farmi pensare che, se è così preso di mira, il motivo sta nel fatto che egli è temuto se non inviso per il suo modo di operare, che non rispecchia evidentemente taluni interessi della tradizionale “politica” moderna, ma la gestione che ha finora mostrato di portare avanti è una vera trasformazione di gestione in quella che io definisco “pulitica”, che opera in virtù dei veri bisogni cittadini e che si basa su criteri puliti, chiari e limpidi e senza sotterfugi, e che è poi ciò che noi abbiamo da sempre apprezzato nel suo ‘modus operandi’.

8) Per concludere, da dove trae tutta questa forza pur di difendere la città in cui vive e lo stesso primo cittadino, Luigi de Magistris?

– Lo sforzo che sto facendo non mi pesa minimamente: quando si crede nella causa che si porta avanti, non si desidera che poter ottenere il successo sperato, e questo rende forti al punto da non percepire più neppure i bisogni più elementari dell’organismo.

9) Se avesse l’opportunità di parlare coi giudici che hanno condannato il Sindaco Luigi de Magistris in primo grado, cosa direbbe loro?

– La prima risposta viene dal popolo Napoletano che lo segue e lo affianca nelle sue battaglie quotidiane per la buona gestione del Bene Comune. I successi conseguiti in tre anni mostrano una Città in controtendenza rispetto al passato e alle attuali urgenze della Nazione, e questo mostra già da solo, carte alla mano, di che uomo si tratti: una persona sana, saggia, che ha sempre puntato a dare il massimo per ottenere il meglio, chiedendo la collaborazione di tutti e di ciascuno si voglia sentire, nel suo piccolo, sindaco della porzione di vita cittadina che svolge, e questo resta il suo primato assoluto.

Quanto al motivo della sospensione, a parte le molteplici dichiarazioni di giuristi esperti che dimostrano come non vi siano dolo o malafede, sottolineerei che se Luigi de Magistris ha avuto una colpa, è stata quella di essere onesto e ligio al dovere e svolgere il lavoro per il quale scelse di indossare la toga con un giuramento che era di coscienza, e non di profitto: il medesimo genere di giuramento che poi, tre anni or sono, ha accettato di formulare mettendosi alla guida della nostra difficile e martoriata città, amandola e rispettandola per un utile comune e senza interessi personali se non la grandissima soddisfazione di aver ottenuto, almeno in parte, il suo scopo!

Al Maestro Valentino non spetta che attendere l’esito di domani, difatti, il giorno 22 ottobre si pronuncerà il TAR riguardo l’eventuale sospensione o meno del sindaco attualmente “sospeso”, Luigi de Magistris.

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