Comunità S.A.N.E., la Campania risponde alla sfida sull’obesità infantile
Apr 23, 2026 - Giuseppe Mennella
Contrastare un primato negativo che vede la Campania tra le aree europee più colpite dall’obesità infantile e farlo partendo dai ragazzi, dalle famiglie e dalla scuola. È questo il cuore di Comunità S.A.N.E., il progetto presentato il 21 aprile all’Istituto Sannino De Cillis del quartiere Ponticelli a Napoli e promosso dalla Fondazione Evangelica Villa Betania insieme alla Fondazione Valter Longo e a Form.IT Formazione Italiana, con il sostegno della Regione Campania e dell’Unione Europea.
In Campania decine di scuole seguiranno la Dieta della Longevità
Non un’iniziativa simbolica, ma un programma triennale che punta a incidere concretamente sugli stili di vita, con uno studio clinico su 330 adolescenti, attività di educazione alimentare in oltre 25 scuole e il coinvolgimento di circa 17mila studenti.
S.A.N.E. è l’aggettivo che meglio definisce l’obiettivo del programma ma è anche l’acronimo di Salute, Attività fisica, Nutrizione ed Educazione.
Una sfida che parte da un presupposto semplice ma cruciale: il cibo può essere prevenzione. “Lanciamo un progetto veramente ambizioso che vuole trasmettere ai giovani i valori veri della dieta mediterranea e l’importanza di vivere più sani e più a lungo”, ha dichiarato la dirigente scolastica del Sannino – De Cillis, Angela Mormone, rivendicando il valore simbolico di far partire il percorso proprio da una scuola che da anni investe sulla cultura del mangiare bene.

L’obiettivo è invertire una rotta che preoccupa: “La Campania è maglia nera per obesità e sovrappeso in età scolare, ma possiamo invertire la rotta”, ha spiegato Antonluca Matarazzo, AD della Fondazione Valter Longo. “Con 25 scuole coinvolte e oltre 17mila studenti, i ragazzi possono diventare portavoce di un messaggio reale di cambiamento”.
Comunità S.A.N.E., l’impegno delle fondazioni, di Form.IT e della Regione Campania
Il progetto si sviluppa su tre direttrici: ricerca e assistenza, workshop itineranti nelle scuole — supportati anche da un camper dedicato — e un Festival della Longevità pensato come momento inclusivo di sensibilizzazione.
“Non è solo una giornata, ma l’avvio di un progetto triennale che dà una risposta concreta a dati allarmanti”, ha sottolineato Renato Grimaldi di Form.IT. “Educazione, ricerca e partecipazione sono le tre azioni che lo rendono innovativo”.
Al centro, però, non ci sono solo i numeri, ma una vera cultura della prevenzione. “Il cibo è la prima medicina che possiamo utilizzare per migliorare le nostre condizioni fisiche”, ha ricordato Lucia Fortini, consigliera in regione Campania, rilanciando il ruolo della scuola come rete educativa capace di incidere sulle abitudini quotidiane.

Un concetto rafforzato anche dal presidente della Fondazione Evangelica Betania Domenico Vincenzi, che ha evidenziato il valore della sinergia tra pubblico e privato: “Se vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri figli dobbiamo coinvolgere ragazzi, famiglie e istituzioni. Questo è il primo passo”.
Sul piano istituzionale, forte anche il messaggio della consigliera regionale Loredana Raia: “Intervenire sui più giovani significa costruire un salvadanaio di salute che diventerà patrimonio nell’età adulta”.
Gli studenti, parte attiva del progetto
Nel racconto della giornata, il Sannino De Cillis è apparso non solo sede ospitante ma laboratorio naturale del progetto. In un istituto dove convivono percorsi formativi come enogastronomia e ospitalità alberghiera, il tema dell’equilibrio alimentare si lega a quello dell’educazione civica, del benessere e persino del rapporto con i modelli imposti dai social.
Un nodo particolarmente sentito dalla dirigente Mormone, che ha richiamato il contrasto tra una perfezione spesso artificiale proposta online e la necessità di una consapevolezza reale sul proprio rapporto con il cibo e con il corpo.
Tra i protagonisti anche gli studenti, chiamati non a essere semplici destinatari ma parte attiva del cambiamento. Essi si sono, infatti, mostrati coscienti verso il problema ed aperti ad essere educati alla sana alimentazione: un modo per difendere anche l’unicità personale dalle pressioni esterne e dagli stereotipi.
Campania, maglia nera per l’obesità infantile
Ed è forse qui la forza più interessante di Comunità S.A.N.E.: non limitarsi a parlare di nutrizione, ma connettere salute, relazioni, prevenzione e coscienza civile.
Perché il progetto presentato a Ponticelli non punta solo a ridurre statistiche allarmanti, ma a generare una comunità capace di riconoscere nella cura di sé un bene collettivo.
In una regione spesso raccontata per le emergenze, la risposta arriva dai banchi di scuola. E parte da un messaggio tanto semplice quanto rivoluzionario: imparare a mangiare bene può essere il primo passo per vivere meglio. Anche sulla coscicenza alimentare, la Campania ha le carte in regola per invertire la rotta.
