Inchiesta sugli arbitri, parlare di revoca di scudetti (ora) è una sciocchezza. Cosa sappiamo

il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi indagato per frode sportiva


Il calcio italiano torna a tremare. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta che rischia di diventare il più grande scandalo arbitrale dai tempi di Calciopoli: il designatore della Serie A e B Gianluca Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva e si è autosospeso dall’incarico. Con lui sono indagati altri quattro appartenenti al mondo arbitrale. L’Inter e i suoi dirigenti non risultano indagati, e i club, più in generale, non figurano nemmeno come parti lese. È per quest’ultimo motivo che, a differenza di quanto circola soprattutto tra i tifosi sui social, è assolutamente fuorviante parlare di revoca di scudetti e amenità simili. Almeno per adesso. Bisogna capire prima verso quale scopo era orientata la presunta condotta di frode.

L’inchiesta, condotta dal pm Maurizio Ascione, si è formata a fine 2024 e conterrebbe la denuncia di un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona e l’esposto dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca, ascoltato come teste lo scorso luglio. Le indagini, passate anche per intercettazioni, vanno avanti da oltre un anno.

Il video di Lissone e il caso Udinese-Parma

Il cuore dell’inchiesta ruota attorno a una data precisa: il 1° marzo 2025, partita Udinese-Parma. Un video acquisito dagli inquirenti documenta le discussioni tra gli arbitri nella sala VAR di Lissone davanti a un episodio di “possibile mano”. Dalle immagini emerge come l’arbitro VAR Daniele Paterna inizialmente sembri orientato a escludere il rigore, salvo poi girarsi improvvisamente e chiedere “È rigore?” a qualcuno fuori campo, per poi comunicare all’arbitro in campo Fabio Maresca di procedere all’on field review. Il rigore fu assegnato. La domanda degli inquirenti è una sola: con chi stava interagendo Paterna?

Secondo l’accusa, sarebbe stato Rocchi in persona a bussare sul vetro della sala VAR per condizionare la decisione, violando il protocollo che garantisce la piena autonomia degli arbitri a Lissone. Paterna, ascoltato come testimone nei mesi scorsi, ha cambiato versione durante l’interrogatorio: il pm ha ritenuto che non stesse dicendo la verità e lo ha iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza.

Designazioni pilotate e altri episodi contestati

Le accuse a Rocchi non si limitano all’episodio di Lissone. Secondo gli inquirenti avrebbe combinato la designazione dell’arbitro Andrea Colombo — ritenuto gradito all’Inter — per Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Avrebbe inoltre manovrato la designazione di Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia Milan-Inter, in modo da tenerlo lontano dai nerazzurri nelle partite successive, in quanto ritenuto sgradito al club.

Il supervisore VAR Andrea Gervasoni è indagato per aver condizionato gli addetti in sala VAR durante episodi chiave, tra cui Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. Nell’inchiesta figurano anche gli assistenti Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, coinvolti nell’episodio di Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita segnata dalla gomitata di Bastoni a Duda e dal mancato fischio dell’arbitro.

Il caso Inter-Roma e l’interrogatorio di giovedì

Nelle ultime ore è emerso un altro episodio scottante, tuttavia non formalmente nell’inchiesta: il mancato rigore all’Inter nella partita contro la Roma per una trattenuta di Ndicka su Bisseck. Secondo una testimonianza raccolta da Repubblica, il VAR Di Bello avrebbe risposto “fatti i fatti tuoi” all’assistente Piccinini che segnalava il fallo evidente, su presunta indicazione del supervisore Gervasoni.

Giovedì 30 aprile è previsto l’interrogatorio di Rocchi in Procura a Milano. Il suo legale, l’avvocato D’Avirro, non ha escluso che il suo assistito si avvalga della facoltà di non rispondere: “Non conosciamo i dettagli dell’accusa di concorso in frode sportiva, siamo in una situazione di oscurità totale”, ha dichiarato. Nel frattempo l’AIA ha nominato Dino Tommasi designatore arbitrale ad interim fino al termine della stagione.


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