Dalle giacche napoletane al successo mondiale, il sarto giapponese: “Napoli meravigliosa”
Lug 14, 2026 - Veronica Ronza
Tokuji Suehiro, fondatore de ILSARTO, a Napoli
Si ispira all’eccellenza della moda partenopea ILSARTO, il celebre brand di sartoria del giapponese Tokuji Suehiro, innamorato di Napoli, che ha annunciato di voler celebrare i 20 anni del marchio proprio con una grande festa nella città napoletana.
ILSARTO, un imprenditore giapponese innamorato di Napoli
Nato a Nara nel 1972, cresciuto a Osaka, laureato alla Waseda – una delle università più selettive del Giappone – Suehiro ha deciso di chiamare la sua azienda ILSARTO, un nome italiano, non giapponese né inglese. Sul suo blog la spiegazione è disarmante: “Perché amo l’Italia, specialmente Napoli“.
Non è un vezzo esotico: è una questione di spalle. Suehiro ha le spalle cadenti e strette. Da ragazzo ne faceva un dramma: al liceo infilava le spalline della madre nella giacca dell’uniforme scolastica. Era convinto che senza spalle larghe non sarebbe mai stato elegante. Poi, un giorno, si fece confezionare il primo abito su misura della sua vita. Guardandosi allo specchio vide per la prima volta un’immagine di sé che lo convinceva. Quella giacca era napoletana: spalla naturale, niente imbottiture, una morbidezza che trasformava il suo presunto difetto in un punto di forza. La sartoria che gli cucì quell’abito è la stessa che ancora oggi realizza i capi di ILSARTO.
Ma prima di arrivare fin lì, Suehiro ha percorso una strada lunga, e non sempre in discesa. Figlio e nipote di commercianti di abbigliamento era convinto di avere un talento naturale per vestirsi. Al primo appuntamento delle superiori, in una scuola maschile dove le occasioni di incontrare ragazze si contavano sulle dita, si presentò con un completo scelto da solo. La ragazza lo guardò e gli disse: “Come hai fatto a venire fin qui vestito in quel modo?”. Fu lasciato sul posto. A salvarlo fu la sorella maggiore, che iniziò a preparargli gli abbinamenti indicando persino il colore dei calzini. Così arrivarono i complimenti, con i complimenti la fiducia, con la fiducia i voti migliori, e alla fine l’ammissione alla Waseda.
La scoperta che un vestito potesse cambiare la percezione che il mondo ha di una persona — e la percezione che una persona ha di sé — divenne il motore di tutto il resto. Suehiro entrò come magazziniere part-time da United Arrows, nella fase pionieristica della catena, quando i negozi erano pochi e i grandi professionisti della moda giapponese insegnavano direttamente ai ragazzi. Dopo la laurea passò in World, uno dei maggiori gruppi di abbigliamento del Paese, dove si occupò di sviluppo prodotto, lanciò articoli capaci di vendere oltre 50.000 pezzi in una settimana e partecipò all’apertura di più di 100 negozi tra Pechino e Shanghai.
A 32 anni tornò nell’azienda di famiglia, certo che il metodo appreso nelle grandi corporation avrebbe moltiplicato le vendite di cinque volte in tre anni. Accadde l’opposto. I dipendenti smisero di ascoltarlo, le vendite calarono, lo stress lo tenne lontano dal lavoro. Fu il consulente Masahiro Fujimura a mostrargli che le piccole aziende non crescono inseguendo l’efficienza delle grandi, ma valorizzando la propria unicità e costruendo un rapporto profondo con ogni singolo cliente.
Nel 2009, a 37 anni, Suehiro fondò ILSARTO come sartoria itinerante per imprenditori: sistema su appuntamento, massimo tre clienti al giorno. Il salone principale è nel Senba Building di Yodoyabashi, a Osaka, un edificio del 1925 classificato come bene culturale tangibile. Il secondo salone è a Daikanyama, Tokyo.
In diciassette anni di attività ha vestito oltre 20.000 dirigenti d’azienda, ha pubblicato un libro e ha curato lo sviluppo prodotto per Tommy Hilfiger. Il Nikkei Shimbun, il principale quotidiano economico giapponese, gli ha affidato seminari e una rubrica sull’abbigliamento per dirigenti. Tiene conferenze presso Rotary Club e Lions Club in tutto il Giappone su un unico tema: “Indossare la propria filosofia aziendale”.
La formula di ILSARTO parte da un principio semplice: l’immagine dell’azienda è l’immagine del suo imprenditore, e dunque la scelta dell’abito per un dirigente è a tutti gli effetti un’attività di marketing. Ma Suehiro, che ha fallito la successione dell’azienda di famiglia e lo racconta senza reticenze, ha aggiunto col tempo una dimensione più intima. Proprio perché non è riuscito a ereditare, dice, sente come missione quella di aiutare gli altri a costruire aziende destinate a durare nel tempo: “Ciò che ILSARTO confeziona non è semplicemente un abito. È il brand chiamato te”.
Ogni mese l’azienda pubblica un libretto intitolato “IP — il protagonista”, dedicato alla storia di un imprenditore scelto come figura esemplare. Finora erano stati tutti giapponesi. Per la prima volta il libretto è stato dedicato a un imprenditore italiano: Angelo Coviello, assicuratore napoletano e fondatore di IGB Insurance Gold Brokers. L’edizione è bilingue, giapponese e italiano, pensata per raccontare al pubblico giapponese il percorso professionale e umano di Coviello.
Insieme al libretto, Suehiro gli ha portato in dono uno yukata, l’abito tradizionale giapponese, confezionato con un tessuto napoletano: lo stesso yukata che Suehiro indossava al momento della consegna. Un capo in cui il Giappone e Napoli si incontrano nella stessa cucitura.
ILSARTO celebra quest’anno il diciassettesimo anniversario. Fra tre anni, in occasione del ventesimo, Suehiro ha annunciato l’intenzione di organizzare una festa commemorativa a Napoli, portando con sé un gruppo di imprenditori giapponesi perché possano “sentire con il cuore che Napoli è davvero una città meravigliosa e che le persone di Napoli sono davvero calorose e accoglienti”.
Per un uomo che ha fondato la propria azienda su una parola italiana e deve la svolta della propria vita alla morbidezza di una giacca senza spalline cucita all’ombra del Vesuvio, Napoli non è una destinazione, ma un punto di partenza che non ha mai smesso di funzionare.
