Epstein Files, aperta un’indagine anche in Italia: tremano gli “amici” del finanziere pedofilo
Set 05, 2026 - Francesco Pipitone
Jeffrey Epstein
La Procura di Roma ha aperto formalmente un fascicolo d’indagine sugli Epstein Files, ipotizzando il reato di violenza sessuale. Nei giorni scorsi i magistrati hanno trasmesso una rogatoria internazionale al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per acquisire l’intera documentazione relativa alla vicenda, compresi gli atti che non sono ancora stati resi pubblici.
L’obiettivo degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri, è verificare se cittadini italiani all’estero, o persone che abbiano agito sul territorio nazionale, possano essere coinvolti in episodi di natura sessuale perseguibili dalla giustizia italiana. Come sottolineano diverse ricostruzioni della vicenda, la sola presenza di un nome nelle carte del Dipartimento di Giustizia americano non equivale a una prova di coinvolgimento nei reati: il fascicolo romano dovrà distinguere tra semplici frequentazioni sociali ed eventuali condotte penalmente rilevanti, con la cautela resa necessaria dalla vasta rete di relazioni – tra imprenditori, politici, accademici e diplomatici – che il finanziere aveva costruito nel corso degli anni.
L’esposto di Differenza Donna e i riferimenti italiani nei documenti
L’indagine nasce da un esposto presentato lo scorso 26 marzo dall’associazione Differenza Donna, attiva da oltre trent’anni nel contrasto alla violenza contro le donne. Con quell’atto, redatto dalle avvocate Maria Teresa Manente e Ilaria Boiano, l’associazione aveva chiesto alla Procura di avviare accertamenti su possibili reati transnazionali di tratta e sfruttamento sessuale di donne, ragazze e minori collegati ai documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense.
Secondo quanto sostenuto nell’esposto, dai file del DOJ emergerebbero riferimenti ricorrenti e non episodici a soggiorni, spostamenti e relazioni in diverse località italiane – tra cui Capri, la Costiera Amalfitana, la Costa Smeralda, Milano e Roma – oltre a contatti con soggetti inseriti in circuiti economici e sociali di rilievo internazionale, che secondo l’associazione potrebbero aver avuto un ruolo nella rete di sfruttamento riconducibile a Epstein.
Le richieste dell’associazione: rogatoria, flussi finanziari, vittime italiane
Nell’esposto, Differenza Donna aveva indicato alla Procura diversi filoni di accertamento da seguire: l’attivazione di una rogatoria internazionale per ottenere i file non censurati relativi ai soggetti italiani, verifiche sui flussi finanziari tra Epstein e cittadini italiani – anche tramite l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia e la Guardia di Finanza – e controlli sulla posizione di due società con sede a Londra, Harbour Avenue e Harbour V, riconducibili a persone italiane, per eventuali profili di riciclaggio.
L’associazione aveva chiesto inoltre di identificare e ascoltare eventuali vittime italiane o residenti in Italia, oltre a un coordinamento con le autorità giudiziarie britanniche, già al lavoro su accertamenti relativi alla dimensione europea della rete facente capo al finanziere pedofilo statunitense, morto suicida in carcere nel 2019 dopo l’arresto per traffico sessuale di minori, e alla sua ex collaboratrice Ghislaine Maxwell, condannata per gli stessi reati.
Un caso che coinvolge già altri Paesi europei
L’iniziativa della Procura di Roma si inserisce in un contesto internazionale in cui diversi Stati hanno già avviato verifiche sui possibili collegamenti nazionali con la rete Epstein. A Parigi la Procura ha aperto accertamenti su possibili profili di tratta e sfruttamento, mentre in Polonia la Procura nazionale ha avviato un’indagine sulle reti di traffico di esseri umani legate al caso. Anche le autorità norvegesi risultano coinvolte in verifiche parallele sulla vicenda.
